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ECONOMIA VERONESE | lunedì 03 dicembre 2018, 12:47

Nicla Sguotti e Nicola Guerini, alla Società Letteraria, Verona, per Tullio Serafin. Sala gremita alla presentazione del nuovo volume sul Maestro di Cavarzere nell’anno del cinquantesimo dalla morte.

Pieno successo, per la presentazione della nuova edizione di “Tullio Serafin, il custode del bel canto”, a cura di Nicla Sguotti, che, nel pomeriggio del 23 novembre 2018, l’ha illustrata, presso la Società Letteraria, Verona.

Nicla Sguotti e Nicola Guerini, alla Società Letteraria, Verona, per Tullio Serafin.                                      	                 Sala gremita alla presentazione del nuovo volume sul Maestro di Cavarzere nell’anno del cinquantesimo dalla morte.

L’evento è stato promosso dal Fondo Peter Maag, presieduto dal M° Nicola Guerini, anch’egli relatore della conferenza. Tullio Serafin, il custode del bel canto, edito da Armelin Musica Padova, ripercorre la carriera di Tullio Serafin, uno dei più grandi direttori del repertorio operistico italiano. La sua biografia artistica, ricostruita da Nicla Sguotti, con la cronologia completa delle direzioni, appare ancor più straordinaria se analizzata alla luce dei documenti contenuti nel saggio. Per la maggior parte si tratta di lettere inviate al maestro da compositori, i quali si rivolgono a Serafin per accordarsi sull’esecuzione di nuove opere o chiedono l’inserimento di propri lavori nei cartelloni dei teatri in cui egli dirige. Ai documenti contenuti nella prima edizione di quattro anni fa – tra i quali le lettere di Alfano, Casella, D’Annunzio, Malipiero, Marinuzzi, Mascagni, Montemezzi, Pizzetti, Richard Strauss e Wolf Ferrari – si aggiungono in questa nuova pubblicazione le preziose lettere di Serafin a Beniamino Gigli e la fitta corrispondenza tra il maestro e Guido Sampaoli, all’epoca direttore artistico dell’Opera di Roma, insieme ad altri documenti inediti. Di notevole interesse anche le lettere di Maria Callas, molto legata a Serafin che la diresse al debutto in Italia accompagnandola verso la celebrità, nonché il ricordo del maestro tracciato da grandi interpreti dell’epoca d’oro della lirica come Carlo Bergonzi e Rolando Panerai. Significativa anche la testimonianza di Luciano Pavarotti, trascritta da Nicla Sguotti, in questa nuova edizione, relativa all’audizione con Serafin, nel ’62, per il Rigoletto, che lo vide debuttare, diretto dal maestro Veneto, come Duca di Mantova al Massimo di Palermo. «Il mondo intero ha reso omaggio nel corso di quest’anno, così generoso di ricorrenze, a Tullio Serafin – queste le parole di Nicla Sguotti – dopo l’uscita, quattro anni fa, di Tullio Serafin, il custode del bel canto, il mio lavoro di ricerca ha tratto nuova linfa dall’incontro con testimoni diretti del modus operandi di Serafin e con illustri musicisti e studiosi, con i quali, ho avuto il privilegio di instaurare un continuo e fertile dialogo, nel nome del maestro veneto. In questa nuova edizione, trovano spazio nuove fonti inedite: testimonianze, approfondimenti sulla carriera e documenti. Di straordinario interesse è il contributo del M° Nicola Guerini sulla prima Aida in Arena, diretta da Serafin nel ’13, che, insieme alla prefazione di Giovanni Gavazzeni, danno completezza alla pubblicazione». «Domenica 10 agosto 1913, Verona cambiava improvvisamente e per sempre. Quando si aprirono i cancelli dell’Anfiteatro romano, il delirio, lo stupore e la meraviglia furono immensi e a tratti incontenibili. Il successo di quella serata, con Aida, rappresentò il più grande avvenimento cosmopolita del primo Novecento e segnò profondamente il cambiamento e il destino di Verona, che diventò presto icona della lirica mondiale», sottolinea Nicola Guerini, «il grande merito di Giovanni Zenatello fu di aver portato l’Opera in Arena, ma soprattutto, di averne affidato l’esito alla preziosa bacchetta di Tullio Serafin. Il suo ruolo fu fondamentale e decisivo, per consacrare il valore artistico dell’operazione e destinare, per sempre, l’anfiteatro alla grande musica». «Leggere il prezioso libro di Nicla Sguotti, su Tullio Serafin – così Giovanni Gavazzeni nella prefazione – consente di capire le ragioni del prestigio di un interprete amato, non solo, per quanto era capace di trasmettere, nei suoi spettacoli, ma, per l’autorità su tutti gli aspetti che l’opera implicava: dalla riesumazione di opere dimenticate all’esecuzione delle novità più vitali, dall’attenzione alle voci giovani all’intuizione delle potenzialità e alla salvaguardia delle medesime attraverso una attenta gradazione dei ruoli, dalla regia alla complessa organizzazione di un moderno teatro d’opera». All’appuntamento veronese, era presente anche Paolo Fontolan, vicesindaco di Cavarzere, città natale di Tullio Serafin, che ha istituito, insieme allo storico Circolo Tullio Serafin ed in partnership, con il Festival Internazionale Maria Callas, il Premio Internazionale Tullio Serafin, consegnato il 9 novembre, a Rolando Panerai. La collaborazione continuerà con le attività di masterclass, concerti, spiega Guerini. «istaurando un dialogo aperto, con le realtà artistiche, che lo celebrano e ne promuovono il pensiero». Ringraziamo l’Associazione Circolo Tullio Serafin, che ci ha voluto fare, molto cortesemente, parte dell’evento alla “Letteraria” e dei contenuti della nuova opera di Nicla Sguotti, su Tullio Serafin. Un Maestro, veneto, peraltro, sconosciuto, purtroppo, al mondo d’oggi, che, eccellente esempio di profonda conoscenza della grande musica, appunto, assieme a Giovanni Zenatello, nel lontano 1913, ha dato inizio, con la sua perizia, alla notorietà dell’immensa scena della Lirica, nel più grande teatro all’aperto del mondo, l’Arena di Verona.

Pierantonio Braggio


Pierantonio Braggio

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