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ECONOMIA VERONESE | venerdì 30 novembre 2018, 00:33

“L’Uomo e la Terra”. Il libro di Alfio Fiorini, Mantova, presentato presso l’Accademia di Agricoltura, Scienze e Lettere, Verona.

La storia dell’Agricoltura in Italia ed all’estero, su francobolli e su antica corrispondenza.

“L’Uomo e la Terra”. Il libro di Alfio Fiorini, Mantova, presentato presso l’Accademia di Agricoltura, Scienze e Lettere, Verona.

Ci sono diversi modi per informarsi e per descrivere storia. Protagonisti, questa volta, sono francobolli, con le loro vignette, buste viaggiate e altra documentazione, pazientemente collezionati, che, veri e propri messaggeri, si sono trasformati, per Alfio Fiorini, Mantova, in ottimi trasmettitori di conoscenza, nazionale ed internazionale e, quindi, di cultura. Ciò, incitando l’appassionato di filatelia ad introdursi nella storia, non solo di nazioni, ma anche delle attività, che in queste nazioni, vengono esercitate. In tale quadro, Fiorini ha approfondito il grande tema “Agricoltura”, nel suo libro, già premiato, fra cinquanta a cocorso, con medaglia vermeil, avendo avuto l’onore, quindi, di presentarlo ufficialmente, il 28 novembre 2018, presso l’Accademia di Agricoltura, Scienze e Lettere, Verona, in stretta collaborazione con il segretario accademico, prof. Vasco Senatore Gondola. Circa l’opera, nel suo complesso, scrivevamo su www.veronaeconomia.it del 28 ottobre 2018: In anni di ricerca, è riuscito ad Alfio Fiorini di porre assieme un grande complesso di francobolli e di documenti, tutti inerenti al mondo agricolo internazionale, creando fra gli stessi, un particolare tessuto connettivo, tale da dare origine al libro, dal titolo “L’uomo e la Terra “, 87 pp., in carta patinata, 280 riproduzioni a colori di francobolli e di documenti, da tutto il mondo, Editoriale Sometti, Mantova, 2018. Intento del complesso in esame, destinato soprattutto ai giovani, segnala Fiorini, è di fare comprendere, e come l'uomo abbia coltivato la terra, sin dall’antichità, come, in tempi successivi, l’agricoltura si sia modestamente evoluta, facendo passi avanti, nel nostro Cinquecento, con i contribuiti di vari studiosi, da Leonardo da Vinci al Cisalpino, per giungere, a grandi passi, ai noti progressi, dovuti alla scienza ed alla tecnica… Fiorini definisce, quindi, i molti studiosi italiani del settore “antesignani dell’Agraria”. I francobolli, dunque, desideriamo sottolineare, parlano, fanno sapere, con le loro vignette, attraggono ed invitano alla ricerca, fissando in se stessi e mostrandola, la storia. Storia questa volta, dell’Agricoltura, ossia della lavorazione della Terra, fattore, come detto, strettamente legato alla vita e, per la stessa, essenziale. In merito, scrive, ancora, l’Autore, fra l’altro, nella prefazione del suo libro: “Dimostreremo, in questo lavoro, come l’uomo sia riuscito a trasformare fiere, senza padroni ed erranti per le steppe o che s’aggiravano per i boschi, in animali domestici, che a lui forniscono nutrimento, vesti e mille altre sostanze, che hanno accresciuto ed accrescono il suo benessere. Impareremo a conoscere l’importanza degli animali, anche per la lavorazione della terra e per lo sviluppo dei commerci. Esporremo, quindi, in quale modo l’uomo, fattosi stabile su un territorio, abbia cominciato a coltivare piante selvatiche, come sia riuscito a trasformare povere erbe silvestri, mescolate assieme, a mezzo della coltivazione, in piante utili, che ora coprono immense porzioni della superficie terrestre, nonché, in quale modo, l’uomo sia riuscito, con cure e con un più ricco nutrimento, ad aumentarne il rigoglio di tali piante ed i loro prodotti, ottenendo, al tempo, piante coltivabili, le quali potessero supplire ai suoi crescenti bisogni. Oltre ai cereali e a piante che, come il lino e il cotone, forniscono buona parte dei vestimenti, ricorderemo, anche, le piante che, senza essere strettamente necessarie, pure, sono diventate indispensabili all’uomo e base importante della vita dei popoli. Vedremo, come l’uomo disseppellisca i resti delle vegetazioni dei tempi primitivi, per ottenerne carbone, calore e luce, e, infine, come, egli, con il potente aiuto dell’acqua e del fuoco, sia riuscito ad aprirsi le viscere della terra, per estrarne pietre e metalli, che con le sue abili e indefesse mani, ha tramutato in quelle opere e macchine meravigliose, che, nel corso di questi ultimi secoli, hanno trasformato, così profondamente, l’aspetto della crosta terrestre”. L’opera di Fiorini è costituita delle seguenti parti: Prefazione, Il Melo, Sua maestà “il Frumento”, L’Orzo e la Birra”, Il Pomo supervitaminico, il Pomodoro, Sapore del Mais: alcuni elementi, i citati, che, con vari dettagli, introducono a quanto segue, quale vero e proprio contenuto essenziale della ricerca: Genesi dell’Agricoltura, Formazione, Depauperamento dell’Impero romano; Scienza agraria, La Macchina agricola, Scienza agraria, Il Mondo verde; Doni naturali della terra; Un nuovo mondo e nuovi doni della terra; La terra crea, l’uomo educa; Risorsa idrica per lo sviluppo agricolo; Dicastero del governo dell’Agricoltura; Diffusione dell’istruzione in Agricoltura; La Scuola agraria al servizio dell’Agricoltura; Divulgazione letteraria agricola; Meteorologia al servizio dell’Agricoltura: Macchina agricola; Motore animato, e L’Agricoltura diventa economia primaria. Un lavoro, dicevamo, d’impegno decennale, che, se. da un lato, è caratterizzato da poco testo, fa parlare chiaramente ed abbondantemente le citate 280 raffigurazioni, di massima, tutte a colori, portanti una propria data ed interessantissime, perché, con il loro aspetto, segno dei tempi, scandiscono momenti importanti dell’evoluzione dell’ Agricoltura nel mondo, attraendo ed istruendo, nonché invogliando, al tempo, l’osservatore ad ulteriori approfondimenti. Che non sono mai abbastanza, ma, che costituiscono ulteriore arricchimento culturale, in un’èra, che, con il suo modernismo ed il suo progresso, ha fatto e fa sì, che, molto probabilmente, non si sappia individuare se l’uovo sia frutto di natura o della più avanzata tecnologia. Studiamo attentamente l’opera “L’Uomo e la Terra” di Fiorini e facciamo tesoro di quanto egli ci propone, non dimenticando che lo stesso Autore dispone di una busta, indirizzata, nel 1842, alla veronese Accademia dell’Agricoltura stessa… L’incontro, si è trasformato in “più agricolo del previsto”, perché, in chiusura dello stesso, si sono potuti degustare diversi “prodotti della terra”, proposti dall’Agriturismo alle Torricelle, di Fiorella Dal Negro, Verona – antica focaccia “Pissòta” e frittata alle erbe spontanee; dall’Azienda Angelica Bertoldi, Cadidavid, Verona – frangole e pomodoro Cuore di bue; dal Caseificio Achille, Velo Veronese – formaggio Monte Veronese e Parmigiano; da Enrica Claudia De Fanti, Confraternita del Radicchio rosso di Verona, Casaleone, Verona – croccante vegetale rosso, dal sapore e dai colori eccezionali; da La Vecchia Fattoria e dall’Azienda Agricola Equilibrando, Cerea, Verona – funghi freschi, sott’olio e trifolati, nonché miele… Ovviamente, il tutto, accompagnato da buon vino… e dalla dimostrazione pratica di quanto l’Agricoltura offra, fra l’altro, all’umanità. La quale deve rendersi conto che senza agricoltura non c’è vita e che vita all’agricoltura è data dal lavoro e dall’impegno dell’agricoltore. Uomo della Terra, che, con la sua opera, custodisce, al tempo, il territorio, quale “sentinella” dello stesso – ha sempre sostenuto mio fratello, Paolo Braggio – e crea “paeasggio”.

Pierantonio Braggio




Pierantonio Braggio

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