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ECONOMIA VERONESE | 17 novembre 2018, 09:11

L’arte fotografica di Maurizio Marcato. In mostra, gli ex Magazzini Generali, Verona.

Gli ex Magazzini Generali di Verona, sorti nel 1924, colpiti da 120 bombe, durante il secondo conflitto mondiale, si ripresenteranno in mostra, da sabato 24 novembre, ore 11.00, attraverso la nota fotografia di Maurizio Marcato. Ex Magazzini Generali: uno spazio in disuso, per lungo tempo abbandonato a se stesso, oggi, rinato, ma, sconosciuto ai più, è luogo non toccato dagli itinerari turistici, ma ricco di memoria storica, altamente economica e, quindi, culturale, della città scaligera.

L’arte fotografica di Maurizio Marcato.  					                                        In mostra, gli ex Magazzini Generali, Verona.

La mostra, dal titolo “Paleoindustria 1924, ultima mano dell’uomo”, è data dalle fotografie, realizzate nel 2007, per conto della Fondazione Cariverona, foto, che hanno immortalato la trasformazione dei fabbricati di via Santa Teresa 2, Verona, che, a seguito d’una attenta riqualificazione, sono, oggi, sede di diverse realtà, fra le quali, Unicredit, l’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori della Provincia di Verona, l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Verona, l’Archivio di Stato di Verona ed il MusaLab, il Museo Archivio Laboratorio Franca Rame e Dario Fo. Ventiquattro saranno le opere esposte, in formato 50x70, stampate su carta da Colour gallery srl di Verona, che rappresenteranno il perfetto connubio, tra arte ed architettura. “La verità è che le grandi architetture, generate nel tempo, dalle esigenze e dalla manualità dell’uomo, non sono seconde a nessuno ed esercitano lo stesso fascino delle grandi, strutturate opere contemporanee, a firma di celebri architetti”, ha affermato Maurizio Marcato. Il quale ha aggiunto: “Così, mi capita spesso di trafugare immagini, tra i resti archeologi dell’inizio dell’era industriale, ultime realizzazioni, frutto della manualità e progettazione spontanea, nel nostro continente. In questi siti, diventati inalterabili come fotografie analogiche, si respirano fatica, ingegno ed invenzione. Qui, si trovano le radici di una società, che vive un presente prospero, pieno di possibilità impensabili nel precedente secolo. Volumi e luci, destinati a sparire o al massimo ad essere inglobate, da strutture contemporanee. La mia fotografia non si limita all’esegesi visiva di questi spazi, ma vuole riportare la crudezza dei materiali degradati, i toni saturi di presenze immateriali e astratte, che la nostra ‘fanta-memoria’ crea rendendo inquieti i nostri passi e guardinghi i nostri sguardi”. La mostra, allestita presso l’edificio M15, Via Santa Teresa 2, sarà visitabile, ad ingresso gratuito, fino a venerdì 21 dicembre 2018. Ricordare, attraverso la fotografia, ai veronesi ed agli studiosi di architettura industriale, un’Istituzione, che, per mezzo secolo, ha servito la città scaligera, creando economia ed occupazione, significa introdurli nella grande storia e nella conoscenza di quanto la lungimiranza del tempo e la laboriosità locale hanno dato a Verona ed alla sua provincia. Pierantonio Braggio




Pierantonio Braggio

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