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ECONOMIA VERONESE | lunedì 05 novembre 2018, 12:55

Creata nel 1933, Cantina Valpolicella Negrar compie 85 anni.

Etichetta, celebrativa dell’evento, per l’Amarone 2013 Domìni Veneti. Annata 2018: la collina è stata di aiuto - vini con minore contenuto zuccherino, adatto al gusto moderno.

Creata nel 1933, Cantina Valpolicella Negrar compie 85 anni.

Cantina Valpolicella Negrar festeggia gli 85 anni di attività. Celebra l’evento una nuova, innovativa, esemplare etichetta, dedicata ad Ulisse, personaggio-simbolo della Cantina. Il pezzo, a tiratura limitata, e, quindi, per gli appassionati, da collezione, è destinato all’Amarone 2013 Domìni Veneti. Un’etichetta, che propone, stilizzata, la vela in oro di Ulisse, su uno sfondo di onde blu, simbolizzando, in tal modo, la Cantina, nel suo viaggio, dal 1933, ad oggi, sempre legata al territorio e con lo sguardo rivolto al futuro. Fu, infatti, per difendere la Valpolicella, da speculazioni finanziarie che, nell'agosto del citato 1933, sei imprenditori decisero di dar vita alla Cantina Sociale Valpolicella – i dottori in Agraria Gaetano Dall’Ora, divenuto il primo presidente, e Carlo Vecchi, presidente del Consorzio Ortofrutticoltura di Verona; l’ing. Giovanni Battista Rizzardi, Marco Marchi, podestà di Dolcé, Pier Alvise Serego Alighieri, che testimoniava, con il suo cognome, secoli di cultura nel territorio, e Silvio Graziani– , tenendo a battesimo, negli anni '30 del secolo scorso, nella propria bottaia, al tempo ubicata a Villa Mosconi ad Arbizzano, il nome Amarone, frutto di un caso fortuito – una botte di Recioto lasciato fermentare troppo a lungo –  e di una felice intuizione di come stavano cambiando i vini della Valpolicella ed il gusto dei consumatori; tutto ciò, con l'idea innovativa di arrivare, cinquant'anni prima di tutte le altre cantine sociali, direttamente al consumatore, con il prodotto imbottigliato. "Da allora, la forza sempre più numerosa della nostra realtà associativa ha contribuito a farci crescere, in dimensioni e modernità, ma, la componente, forse, più importante, rimane il territorio, inteso, sia come patrimonio viticolo, sia come generazioni di viticoltori, che si tramandano l’amore, per una terra da tutelare e da difendere", afferma Renzo Bighignoli, presidente di Cantina Valpolicella Negrar. Quanto all’annata in corso, la vendemmia si è chiusa a metà ottobre, dando oltre il 20 per cento in più d’uva, rispetto al 2017, mentre alta è stata la professionalità in campo, profusa dai soci viticoltori, con la sapiente regia di Claudio Oliboni, tecnico di campagna della Cantina. Si è resa necessaria un’adeguata difesa sanitaria delle viti, la regolazione dell’eccesso produttivo di alcune di esse, nonché, vendemmia in corso, l’attenta scelta dei migliori grappoli. A dare tono alla differenza qualitativa, più di tutte le altre annate, quest'anno è stata la collina, le cui pendenze hanno permesso di sgrondare le acque in eccesso e di portare l’uva a perfetta maturazione, complice anche il colpo di coda estivo, tra settembre e ottobre, raggiungendo una gradazione zuccherina inferiore agli anni precedenti, un accumulo fenolico equilibrato e un’acidità rimasta molto alta, in collina. “Tutte caratteristiche, queste, che fanno pronosticare vini Valpolicella eleganti e vini Amarone di collina, dotati di buona longevità: sarà il loro uno stile più vicino alla tradizione del territorio, che vedeva, in passato, vini dal minor contenuto zuccherino e, dunque, più vicini al gusto moderno, che guarda a vini più leggeri e quindi più facili”, commenta al riguardo Daniele Accordini, enologo e direttore generale della Cantina.

Pierantonio Braggio







Pierantonio Braggio

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