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Guglielmo Tell. Una moneta d’oro, emessa il 26 aprile 2018, celebra il leggendario Eroe nazionale della Svizzera

Di Guglielmo Tell, raccontò, per la prima volta, il “Libro bianco di Sarnen”, un codice del 1470, redatto, appunto a Sarnen, capitale del cantone di Obwalden, Svizzera, da Hans Schriber, morto, el 1479. Un Tell, che è ricordato anche nel “Tellenlied”, inno di Tell, celebrativo della fondazione della Confederazione svizzera, che risale al 1477, periodo delle guerre di Borgogna.

Guglielmo Tell.                                                                                                                                Una moneta d’oro, emessa il 26 aprile 2018, celebra il leggendario Eroe nazionale della Svizzera

Di Tell narrano anche le cronache lucernesi di Melchior Russ e Petermann Etterlin, pubblicate, nel 1507 e, quindi, la cronaca svizzera, fra il 1508 e il 1516, ad opera dello zurighese Heinrich Brennwald (1478-1551). Circa, nel 1570, il cronista Aegidius Tschudi (1505-1572) raccolse le varie versioni, orali e scritte, del racconto di Tell, risalente al 1307, diffusosi, poi, attraverso, rappresentazioni popolari, nella Svizzera centrale. Rese celebre, quindi, in Europa e nel mondo, la leggenda di Gugliemo Tell, il dramma del tedesco Friedrich Schiller (1759-1805), dal titolo “Guglielmo Tell”, uscito nel 1804. Fu la cronaca del citato Aegidius Tschudi, ad ispirare, più tardi, il melodramma “Guglielmo Tell” di Gioachino Rossini. L’immagine dell’eroe, in camicia, con cappuccio e con barba, oggi, così familiare, fa riferimento al monumento (1895) dello scultore Richard Kissling, che s’erge ad Altdorf, e al famoso ritratto, opera di Ferdinand Hodler, del 1897. La storia: verso il 1330, l’imperatore Alberto, vuole incorporare all’Austria i tre cantoni – i primi a unirsi, gettando le basi dell’attuale Svizzera – di Schwyz, Uri ed Unterwalden, con la complicità del balivo Gessner. I rappresentanti dei detti tre Cantoni, uniti in confederazione, decidono, a Rütli, di difendere la loro autonomia. Tell non è presente, pur essendo pronto ad agire per la patria. Ad Altdorf, Gessner fa innalzare un palo, con un cappello e pretende che la strana composozione, segno della propria autorità, venga salutata da chiunque. Tell passa davanti al cappello, con il proprio figlioletto, non a conoscenza delle disposizioni di Gessner e non fa, quindi, saluto alcuno. Per punizione, Gessner impone a Tell di colpire, da lontano, con una balestra, una mela posta sulla testa del suo bambino. Il tiro di Tell è preciso e la mela è centrata. Il balivo, tuttavia, viene a sapere che Tell tiene nascosta una seconda freccia, destina a Gessner stesso, qualora il primo colpo avesse colpito il suo piccolo. Tell sfugge agli sbirri e, a Küssnacht, uccide Gessner, su un sentiero abbadonato. L’atto valoroso di Tell e la morte dell’arrogante governatore sono d’incitamento al popolo, che si solleva contro il tiranno occupante, lo scaccia e si garantisce la libertà. La moneta, che celebra Gugliemo Tell, da 50 Franchi, è in mertallo giallo 900/1000, pesa 11,29 g, porta il millesimo 2018, è in fondo specchio ed ha una tiratura di 4500 essemplari. Un pezzo in argento 835/1000, 20 g, da 20 Franchi, è dedicato, invece, al battello a vapore “La Suisse”, anno 1908, ed ha una tiratura di 35.000 pezzi, dei quali 30.000 in fior di cpnio e 5000 in fondo specchio, www.swissmintshop.ch.

Pierantonio Braggio


Pierantonio Braggio

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