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ECONOMIA VERONESE | venerdì 14 settembre 2018, 12:40

Grande successo del festival lirico 2018 all'Arena di Verona

Si è conclusa con un grande successo la 96ma edizione del Festival lirico all’Arena di Verona che ha proposto per tutta l’estate 47 serate, con 5 titoli d’opera e 2 appuntamenti speciali (contro le 48 del 2017, con 5 titoli d’opera e 3 appuntamenti speciali) di spettacolo nell’affascinante cornice dell’anfiteatro veronese.

Grande successo del festival lirico 2018 all'Arena di Verona

Infatti la risposta del pubblico è stata positiva al punto da far registrare un’entrata media di € 510.710 a serata (471.460 nel 2017) pari al +8,32%, per un totale di € 24.003.357,50 (22.630.112 nel 2017), con un aumento delle vendite pari al 6,07% rispetto al 2017.

La media del pubblico in ciascuna serata è stata di 8.361 spettatori (contro i 7.934 spettatori del 2017) pari al +5,39%, per un totale di 392.990 presenze (380.822 nel 2017), pari a un incremento del 3,20% rispetto al 2017.

“Il Festival 2018 è stato un successo per la qualità degli spettacoli proposti, per presenze e incassi – afferma il Sindaco Federico Sboarina, presidente della Fondazione Arena -. Merito del lavoro di tutti e delle competenze artistiche e manageriali, il cui apporto ha fatto la differenza. In otto mesi, da quando si è costituito il nuovo Consiglio d’indirizzo di Fondazione Arena, è stato fatto un lavoro davvero ingente per voltare pagina dalle passate stagioni. Abbiamo puntato su qualità artistica e contenimento dei costi, chiudendo la stagione estiva con un incasso di 24 milioni di euro.

Gli importanti risultati raggiunti quest’anno, li voglio dedicare alla memoria di Corrado Ferraro, manager che ha fatto molto per Fondazione Arena. Ringrazio, invece, tutti i lavoratori che non hanno mai fatto mancare il loro supporto e stanno facendo sacrifici. I successi di quest’anno sono solo il punto di partenza per gli anni a venire, siamo, infatti, già nel pieno del lavoro per la stagione 2019”.

«Il Festival lirico 2018 si è concluso bene - dichiara il Sovrintendente Cecilia Gasdia – visto che sono aumentati spettatori e introiti. Si tratta, in questo senso, del risultato migliore degli ultimi cinque anni col minor numero di recite, superiore anche rispetto al dato a budget di bilancio, che non mancherà di far sentire i suoi effetti positivi sul conto economico 2018. Insomma, è stata una grande stagione per la nuova gestione di Fondazione Arena sotto tutti gli aspetti: per il generale innalzamento della qualità artistica e dei cast, come riconosciuto da tutti; per la positiva attenzione ottenuta da parte dei media nazionali ed internazionali; per l’ottima risposta da parte del pubblico. Di questo voglio personalmente ringraziare anche i grandi nomi che ci hanno accompagnato, da Leo Nucci a Daniel Oren, da Anita Rachvelishvili a Violeta Urmana, e tutta la squadra della Fondazione - artisti, tecnici, amministrativi e maestranze - che hanno lavorato con dedizione e senso di responsabilità. Si tratta indubbiamente di un buon viatico per la stagione 2019, che si prospetta ancora meglio, con circa 12mila biglietti venduti già oggi, contro i 5mila nello stesso periodo dell’anno scorso. Un dato che certamente si deve anche alle star annunciate come Anna Netrebko, Placido Domingo e Roberto Bolle».

«L’Arena Opera Festival – prosegue il Direttore Generale Gianfranco De Cesaris – si riconferma quindi una delle grandi eccellenze culturali a livello internazionale ed uno straordinario volano economico per Verona ed il Paese, con numeri che non temono confronti con gli altri teatri. Infatti le vendite e le presenze, considerando una recita in meno rispetto all’anno scorso, segnano sulla media rispettivamente un +8,32 % e +5,39 %, grazie anche al grande successo ottenuto in particolare da Il Barbiere di Siviglia, Turandot e Nabucco. Le entrate del 2018 hanno ottenuto un incremento percentuale doppio rispetto all’anno scorso, dal 3% del 2017 all’attuale 6%. Da rimarcare anche il dato relativo all’indice di riempimento, ovvero agli spazi occupati in Arena durante le rappresentazioni, data la capienza massima di 13.576 posti. Ebbene, in un solo anno è passato dal 58,4 per cento al 61,6%.».



IL CARTELLONE

Il 96° Arena di Verona Opera Festival si è inaugurato il 22 giugno, con un nuovo allestimento di Carmen firmato da Hugo de Ana, e si è concluso il 1 settembre con l’ultima recita di Aida nella produzione firmata da Franco Zeffirelli. Per la prima volta dopo decenni, nello stesso cartellone, sono andate in scena altre due opere-colossal corali, come Turandot nel classico allestimento zeffirelliano e Nabucco, con la regia di Arnaud Bernard che ha inaugurato il Festival 2017. Quinta opera in programma Il Barbiere di Siviglia, felice ripresa dello spettacolo di de Ana nel 150° anniversario rossiniano. Due serate speciali hanno arricchito il Festival 2018: l’evento Roberto Bolle and Friends e il nuovo allestimento Verdi Opera Night.

L’antico anfiteatro veronese ha registrato un sensibile aumento medio di presenze in tutte le serate, con varie date di risonanza internazionale che hanno registrato tra i 12.000 e i 13.000 spettatori: la première di Aida (23 giugno), quella di Turandot (30 giugno) e la serata-evento Roberto Bolle and Friends (il 25 luglio). Numerose sono le serate in cui si è abbondantemente superata la soglia dei 10.000 spettatori: l’inaugurazione con Carmen (22 giugno) e la sua sesta recita (21 luglio), la quinta rappresentazione di Aida (14 luglio), il debutto e la quarta recita di Nabucco (7 e 28 luglio) nonché la prima de Il Barbiere di Siviglia (4 agosto).

Primo titolo della stagione è stata la nuova Carmen di Georges Bizet, nel primo nuovo allestimento areniano dopo le apprezzate riprese della storica produzione 1995 di Franco Zeffirelli. Il regista de Ana, anche scenografo e costumista, ha sfrondato l’immagine tradizionale della protagonista per trasformarla in una donna simbolo di lotta, emancipazione e libertà nel contesto vintage e accurato della Spagna repubblicana anni ’30. La curiosità per la nuova produzione, andata in scena per 13 serate (di cui una annullata per maltempo), è stata sicuramente di richiamo per 101.469 spettatori, con una media di 7.805 presenze e di € 472.363 di entrate, per un totale di € 6.140.715,00.

Dati positivi superati dal secondo titolo in cartellone, ovvero Aida. Il capolavoro verdiano si conferma il top in Arena per spettatori e incassi complessivi, il cui pubblico ha gradito la magnificenza della piramide dorata e dei raffinati colori di Franco Zeffirelli. Le 16 rappresentazioni hanno registrato una presenza media di 8.040 spettatori (per un totale di 128.641 presenze) e un incasso medio di € 516.397, a fronte di un totale di € 8.262.347,50.

La pucciniana Turandot, in scena nell’allestimento da fiaba del maestro fiorentino solo per 5 recite, continua a coinvolgere il pubblico, con una presenza media altissima di 8.918 spettatori, per un totale presenze di 44.590, un incasso medio di € 533.364 e un totale di € 2.666.820,00.

Con una recita in più (6) segue Nabucco, nell’allestimento risorgimentale di Arnaud Bernard, molto amato sin dal suo debutto. Sono infatti 51.907 gli spettatori ad averlo visto (con una media di 8.651), facendo registrare un incasso complessivo di € 3.496.917,00 e il più alto incasso medio della stagione: € 582.820,00.

Un tempo considerato un azzardo per gli spazi areniani, Il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini è tornato con un grande richiamo di pubblico, con un’affluenza media di 8.954 spettatori (la più alta) e una complessiva di 44.768 presenze per 5 recite. L’incasso medio è stato di € 479.843 e quello totale di € 2.399.212,50.

Sono bilanci molto positivi anche quelli relativi alle due serate-evento del Festival.

La nuovissima Verdi Opera Night è riuscita nell’intento non facile di riempire l’Arena in una sera domenicale. L’esperimento scenico completo e collaborazione unica di talenti internazionali, fino ad oggi impensabile, ha registrato 8.241 presenze e un incasso di € 382.833, pur essendo andato in vendita solo da marzo.

Un mese prima, l’anfiteatro veronese ha ospitato per la quinta volta consecutiva (con richiesta sempre crescente negli anni) la festa della grande danza internazionale: Roberto Bolle and Friends è stata una serata da record con 13.374 presenze e € 654.512,00 al botteghino.



GLI ARTISTI

Oltre ad un cartellone dai titoli apprezzati, coinvolgenti e spettacolari, a lasciare un segno del Festival 2018 è anche una felice combinazione di grandi artisti affermati e di esordienti di talento, molti dei quali per la prima volta all’Arena di Verona, nel segno di un rilancio che riporti i cantanti più affermati del mondo a confrontarsi con gli spazi e il pubblico areniano, com’era consuetudine fino a pochi decenni fa.

Un esempio su tutti è la première della nuovissima Carmen, che ha schierato sul palcoscenico voci giovani e presenze sceniche di rilievo, di cui già si sente parlare, come l’affermato tenore americano Brian Jagde, il mezzosoprano Anna Goryachova, il soprano Mariangela Sicilia, il celebre basso Alexander Vinogradov, tutti già segnalati dalla critica come stelle del canto di domani; oltre al debutto areniano di tre artisti su quattro, anche sul podio è avvenuto l’esordio di Francesco Ivan Ciampa, giovane maestro dal grande futuro che ha riscosso un consenso crescente di pubblico e critica. Infine lo stuolo di comprimari, sempre citati dalla stampa e acclamati dal pubblico, ha visto impegnati molti talentuosi artisti, di cui alcuni già in carriera, in questo e in altri titoli del Festival.

Non si possono non citare le altre prime dei titoli in cartellone, con il soprano Anna Pirozzi ad un duplice debutto areniano: quello di Aida e quello in Turandot, ruolo affrontato per la prima volta in forma scenica proprio a Verona, con un trionfo personale in entrambi i casi e sempre insieme a colleghi d’eccezione, da Yusif Eyvazov a Gregory Kunde, da Luca Salsi a Violeta Urmana.

Un altro momento fondamentale del Festival 2018 è stato Il Barbiere di Siviglia che ha visto rivestire i panni di Figaro dal baritono Leo Nucci, che aveva già annunciato il ritiro dalle scene areniane e dal ruolo del barbiere, ma ha fortunatamente ritrattato grazie all’insistenza dell’amica e collega Cecilia Gasdia, con cui aveva riportato dopo decenni di silenzio il titolo rossiniano in Arena nel 1996. Per le prime due date del capolavoro di Rossini, è stato assemblato un cast eccezionale: Nino Machaidze, Dmitry Korchak (debuttante in Arena), Carlo Lepore, Manuela Custer (al debutto nel ruolo) e il basso Ferruccio Furlanetto, un altro grande ritorno dopo vent’anni di assenza dal Festival lirico; sul podio, l’altro esordiente di lusso è stato Daniel Oren, per la prima alla guida de Il Barbiere in Arena. Entrambe le occasioni hanno visto un Arena gremita e un pubblico caloroso e prodigo di applausi, come quelli eccezionali ma puntuali all’ingresso di Nucci. L’opera, di cui uscirà una registrazione video nei prossimi mesi, ha celebrato anche i 150 anni dalla scomparsa di Gioachino Rossini e i 70 dal primo Barbiere areniano, ricordato con una cartolina commemorativa.

Anche le indisposizioni hanno portato a cambi cast sorprendenti per il pubblico e all’altezza dei maggiori teatri internazionali: è il caso di Maria José Siri, impegnata con il Teatro alla Scala nei maggiori titoli pucciniani e veristi degli ultimi due anni, che ha sostituito la collega indisposta anticipando il suo ritorno in Arena, o quello di Rebeka Lokar, per due volte protagonista di Aida a cominciare dalla temibile aria dell’atto III “O cieli azzurri” e per due volte reduce di un trionfo di cui parlano ancora testate nazionali e non.

Oltre agli artisti appena citati, sono state apprezzate le voci di primissimo piano che hanno scelto di tornare e confermare la levatura internazionale dell’Arena di Verona Opera Festival, tra cui: i soprani Susanna Branchini, Serena Gamberoni, Hui He, Kristin Lewis; i mezzosoprani Géraldine Chauvet, Anita Rachvelishvili, Carmen Topciu; i tenori Marco Berti, Carlo Bosi, Walter Fraccaro, Murat Karahan, Francesco Meli, Carlo Ventre; i baritoni Mario Cassi, Amartuvshin Enkhbat, Alberto Gazale, Federico Longhi, Ambrogio Maestri, Simone Piazzola, i bassi Romano Dal Zovo, Giorgio Giuseppini, Vitalij Kowaljow, Rafał Siwek e Riccardo Zanellato.

Ha debuttato in Arena un numero senza precedenti di artisti di prima grandezza e di giovani premiati in concorsi internazionali, in tutto 36, ossia oltre il 37% del totale di 96 artisti coinvolti nelle 47 serate del Festival. Nomi già affermati sono ad esempio quelli di Eleonora Buratto, Ruth Iniesta, Lisette Oropesa, Luciano Ganci, Rame Lahaj, Massimo Cavalletti e Nicola Alaimo, ma sono davvero molti i giovani esordienti su cui scommettere per il futuro dell’Opera, come i soprani Arina Alexeeva, Martina Gresia, Maria Mudryak, Francesca Tiburzi, Vittoria Yeo, Elisabetta Zizzo; i mezzosoprani Judit Kutasi, Clarissa Leonardi, Barbara Massaro; i tenori Enrico Casari, Vincenzo Costanzo, Roberto Covatta, Leonardo Ferrando, Amadi Lagha, Marcello Nardis, Francesco Pittari, Ugo Tarquini; in chiave di basso le voci di Gocha Abuladze, Davide Fersini, Marko Mimica, Biagio Pizzuti,

Molto applauditi anche i direttori d’orchestra: oltre ai già citati Ciampa e Oren, particolarmente apprezzato sia dal pubblico che dalla critica è stato il ritorno dello spagnolo Jordi Bernàcer, in particolare nel debutto in Aida, e del veronese Andrea Battistoni, quest’ultimo seguito anche dalla televisione giapponese. Va segnalato l’assoluto impegno del Coro diretto da Vito Lombardi (sempre segnalato dalla critica in lusinghieri termini) e del Ballo coordinato da Gaetano Petrosino, che ha ripristinato le originarie coreografie di Vladimir Vasiliev per Aida e ha realizzato la nuova creazione di Luc Bouy per inaugurare la Verdi Opera Night. Infine, sempre sul versante tersicoreo, accanto ad affermati danzatori vanno segnalati giovani illustri come Petra Conti, Eleana Androudi e il debutto areniano del veronese Mick Zeni, primo ballerino alla Scala di Milano.



I CANALI DI VENDITA

I dati relativi ai canali di vendita confermano il trend che già da alcuni anni dimostra come gli spettatori prediligano sempre di più l’acquisto online rispetto ai canali più tradizionali. Il 52,73% del pubblico del Festival 2018, ha infatti acquistato online dal sito Internet ufficiale www.arena.it, con un incremento dal 48,89 del 2017. Il 20,91% degli acquirenti si è invece recato presso la Biglietteria, il 11,52% si è rivolto alle Agenzie convenzionate, il 10,68% ha prediletto l’acquisto tramite punti remoti collegati al nostro sistema di biglietteria (centri commerciali, negozi, agenzie viaggi, ecc.), il 3,61% ha scelto il Call center e lo 0,55% ha acquistato presso gli sportelli bancari abilitati.

In particolare, la percentuale relativa alla nazionalità di chi ha acquistato biglietti tramite il sito web conferma nelle prime 5 posizioni, oltre all’Italia, nell’ordine, la Germania, la Gran Bretagna, la Svizzera, i Paesi Bassi, e gli Stati Uniti.

Complice di questo successo l’efficacia del servizio di e-ticketing, reso possibile anche quest’anno grazie alla consolidata partnership con UniCredit: gli spettatori che hanno effettuato la prenotazione on-line, tramite lettori ottici di codici a barre, hanno potuto accedere direttamente agli ingressi dell’Arena, senza dover passare in biglietteria per il ritiro del titolo d’accesso.



IL PUBBLICO GIOVANE

Stabile è il coinvolgimento di scuole e università, a cui Fondazione Arena di Verona dedica da diversi anni iniziative e riduzioni speciali sul costo del biglietto: nel 2018 attraverso questo canale sono stati staccati 21.663 biglietti per un incasso di € 343.815,00.

Inoltre l’iniziativa Pagelle d’Oro sottolinea l’attenzione della Fondazione per le nuove generazioni: il riconoscimento, promosso dal Comune di Verona, consente agli studenti più meritevoli delle classi terze delle scuole secondarie di primo grado del territorio veronese di assistere ad uno spettacolo in Arena omaggiandoli di due biglietti per una serata del Festival a loro scelta.



L’ARENA SOCIAL: FACEBOOK, TWITTER E INSTAGRAM

Fondazione Arena ha proseguito anche per il Festival 2018 il dialogo con la propria community sui principali social network, concentrando la propria attività soprattutto su Facebook, Twitter e Instagram. Sulla prima piattaforma, con oltre 388.845 fan (circa 12.200 in più rispetto al 2017) l’Arena conferma il primato italiano e il terzo posto nella classifica internazionale per numero di fan tra le Fondazioni lirico-sinfoniche e le maggiori realtà concertistiche, dopo la Sydney Opera House e il Metropolitan di New York: il dato rivela la presenza di una community numerosa, molto attiva e proveniente da tutto il mondo – soprattutto Italia, Germania, Brasile, USA – che dal 2010 contribuisce con post, foto e video a rendere il racconto del Festival lirico più ricco e sfaccettato. Inoltre l’analisi dei dati rileva che la maggior parte degli utenti sono donne tra i 25 e i 54 anni con un totale di interazioni pari a circa 46.400.

Su Twitter l’Arena registra 26.874 follower e 5.000 interazioni tra retweets, replies, likes e mentions. In aumento anche i Tweet seats, al prezzo simbolico di 10 €, passati dai 448 del 2017 ai 697 del 2018, garantendo un’ampia copertura in diretta di ogni serata del Festival.

Infine, dopo la scelta strategica del 2017 con l’apertura ad inizio Festival di un profilo Instagram dedicato, i followers si sono velocemente concentrati anche su questo media, tanto da arrivare alla cifra di 12.390.



L’ATTENZIONE DEI MEDIA

Complici il nuovo e atteso allestimento di Carmen e la prima stagione estiva del neo Sovrintendente Cecilia Gasdia, la copertura del Festival ha registrato un’ottima risposta sia da parte dei media nazionali che della stampa internazionale.

La 96ma edizione areniana ha visto infatti una grande attenzione e partecipazione da parte di giornalisti, blogger, radio e televisioni, oltre alla presenza costante di critici musicali. Ad oggi sono oltre 3.200 gli articoli e le segnalazioni dedicate al Festival 2018 (2600 nel 2017), distribuiti per il 30% sulla stampa cartacea, il 31% sul web, il 28% in passaggi televisivi e l’11% in radio. Tra questi circa il 66% è stato pubblicato da testate stampa ed emittenti radio e TV locali, il 17% dal panorama mediatico nazionale, il 10% dal regionale e il 7% dall’estero.

Da segnalare, in particolare, gli articoli di New York Times, Corriere della Sera, La Stampa, Il Sole 24 Ore, la Repubblica, oltre alle numerose interviste a Cecilia Gasdia, da Famiglia Cristiana al Corriere della Sera, da L’Avvenire al Quotidiano Nazionale. Notevoli anche i riscontri televisivi e radiofonici, con diverse uscite dei Tg Rai, anche in prima serata, di Canale 5, di Sky, della Tv Svizzera.

La presenza capillare su carta stampata e web è attestata dalle numerose segnalazioni delle agenzie di stampa (Ansa, Adnkronos, Associated Press) e dalle pubblicazioni nelle testate di settore tra cui L’Opera, Classic Voice, Amadeus, Suonare News, Sipario, Operaclick, Teatro, Das Opernglas, Ópera Actual, ma anche sui principali quotidiani nazionali come Avvenire, Corriere della Sera, Il Gazzettino, Il Giornale, Il Piccolo, La Repubblica, Il Secolo XIX, La Stampa, sui settimanali Chi, Famiglia Cristiana, Gente, Oggi, Sette, Il Venerdì di Repubblica, e sui periodici femminili e di lifestyle come Confidenze, D la Repubblica delle donne, Donna Moderna, F, Glamour, Grazia, Io Donna, Starbene, Vanity Fair, oltre al magazine di viaggio Easyjet magazine.

I media locali, tra cui si ricordano in primis i quotidiani L’Arena e il Corriere di Verona insieme alle emittenti Telearena, Telenuovo e RadioVerona, oltre a numerose testate online, hanno dato come ogni anno grande spazio alle attività della stagione estiva attraverso interviste, servizi e rubriche di approfondimento, tenendo viva l’attenzione della città sul suo Festival.

Crescente - in particolar modo verso Carmen, Il Barbiere di Siviglia e la Verdi Opera Night - l’attenzione dei telegiornali nazionali e regionali tra cui si segnalano TG1, TG2, TGR Veneto, Canale 5, TgCom24, Rai News e SkyTG24, 7 Gold Veneto. Tra le radio di maggior rilievo vanno menzionate RTL 102.5, RAI RADIO2 e RAI RADIO 1.

Emittenti televisive e radiofoniche irlandesi (RTE’ Lyric), tedesche (ARD), turche (NTV), giapponesi (TV Tokyo) e svizzere (Radio Svizzera Italiana, RTS-Espace 2), solo per citare le principali, hanno studiato format dedicati all’Arena di Verona per puntate speciali, documentari, spazi online e web TV, utilizzando immagini di spettacolo e backstage per documentare e promuovere le produzioni areniane e svelarne le curiosità.

Anche RAI 1 (all’interno dei programmi Il caffè di Raiuno, Unomattina e Unomattina estate) e Rai News hanno dato ampio spazio al Festival 2018 raccontando la magia del dietro le quinte degli spettacoli e l’eccellenza del capitale umano che opera ogni giorno alla messa in scena di allestimenti unici conosciuti e amati in tutto il mondo. Anche RAI 5 ha rinnovato l’attenzione al Festival realizzando puntate speciali dedicate al nuovo allestimento di Carmen per i programmi Save the date e Prima della Prima.

Infine, grazie alla consolidata collaborazione tra Fondazione Arena e la produzione francese Bel Air Media, il Festival 2018 ha visto la ripresa televisiva del titolo rossiniano Il Barbiere di Siviglia con un cast d’accezione in cui hanno brillato Leo Nucci e Ferruccio Furlanetto, insieme per la prima volta sul palcoscenico areniano.




SI RINGRAZIANO TUTTI I SOSTENITORI

DELL’ARENA DI VERONA OPERA FESTIVAL 2018


Un ringraziamento va a tutti gli sponsor dell’Arena di Verona Opera Festival che con il loro prezioso e immancabile contributo supportano l’organizzazione dell’edizione 2018 e in particolare a UniCredit, gruppo bancario leader in Europa e Major Partner del Festival lirico da oltre vent’anni, allo Special Partner AGSM, agli Official Sponsor Falconeri e Veronafiere, all’Automotive Partner Volkswagen Group Italia, al Mobility Partner DB Bahn Italia e al Media Partner RTL 102.5, che torna a sostenere la mission di Fondazione Arena e il suo prestigioso Festival.

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