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ECONOMIA VERONESE | giovedì 26 luglio 2018, 17:41

Dal Veneto proposta al governo di affidare a Banca d'Italia il servizio di tesoreria di tutte le regioni. Forcolin: "se lo Stato ci consentisse di gestire i 900 milioni dei veneti, allora sì troveremmo banche sul territorio"

“La nostra è anche una battaglia politica e oggi abbiamo voluto porre all’attenzione del governo il problema”, spiega ancora il vicepresidente Forcolin. “Infatti ci è stato imposto un regime di tesoreria unico e tutta la nostra liquidità è in Banca d’Italia. Per il Veneto si tratta appunto di circa 900 milioni di euro. Ma la gestione dei servizi dobbiamo farla in maniera autonoma attraverso le banche che non lo fanno gratuitamente. A noi costa annualmente circa un milione di euro. Quindi oltre al danno, anche la beffa”.

“Con la nostra proposta – aggiunge il vicepresidente – vorremmo almeno ottenere che questi costi aggiuntivi ci venissero ristorati, attraverso una completa gestione a carico della Banca d’Italia. La vera alternativa a questa situazione creata in passate gestioni governative, sarebbe che il servizio di tesoreria fosse lasciato interamente in capo alle Regioni. In questo modo, potendo contare sulla nostra liquidità da depositare in qualche istituto di credito invece che in Banca d’Italia, potremmo trovare ancora banche sul territorio interessate a farsi carico anche della gestione dei servizi”.


“Questa sarebbe la soluzione ottimale – conclude Forcolin – perché i 900 milioni bloccati in Banca d’Italia e il milione che spendiamo per la gestione dei servizi sono soldi dei veneti. E sarebbe bene che tornassero sul nostro territorio a beneficio dei veneti”.”


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