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ECONOMIA VERONESE | venerdì 25 maggio 2018, 12:37

III Premio Internazionale “Aldo Tavella”, Verona. È stato assegnato al pittore, scultore e fotografo Andrea Facco.

Aldo Tavella fu insigne pittore veronese (1904-20014), diplomato presso l’allora Accademia di Belle Arti Gian Bettino Cignaroli di Verona, della quale, successivamente, fu anche direttore, talché, nel 2014, gli fu dedicata allo una sala dell’Accademia stessa. La famiglia Tavella, desiderando ricordare la figura e l’importante attività artistica di Aldo, assegna, ogni anno, il “Premio Internazionale Tavella” all’Arte, il quale, quest’anno, alla sua terza edizione, si è rinnovato, sotto la direzione artistica del M° Nicola Guerini.

Il Premio, che, inteso a promuovere, come Tavella stesso pensava, giovani grandi talenti d’oggi, è stato assegnato – in un’affollata sala dell’Accademia scaligera, il 18 maggio 2018 – al pittore, scultore e fotografo veronese, Andrea Facco, cui, come riconoscimento concreto è stato ufficialmente consegnato un busto di Aldo Tavella, creato ad hoc dallo scultore Alessandro Guardini, busto, che è lettura, interpretata da un precedente celebre busto, realizzato ed esposto nell’Accademia veronese stessa, durante la docenza e la direzione del M° Tavella. L’occasione della premiazione è stata motivo per presentare, da parte di Facco un suo video, dal titolo “Escodentro”, dato da quaranta immagini, che raffigurano, quasi parlando, ogni cosa, nel suo reale, mentre, al tempo, la stessa è realtà in divenire. Quella di Andrea Facco, a dispetto dei bohémien parigini, che dipingevano, dopo avere setacciato le campagne, è un’escursione urbana, oltre che nei generi, negli stili e negli idiomi della pittura. Johann Wolfgang von Goethe disse che “ogni cosa intelligente è stata pensata; bisogna solo pensarla di nuovo”. Questa è la caratteristica d’Andrea Facco, abituato a pensare per immagini e filosofeggiare in forma di pittura, come un’eterna sfida personale ed intellettuale. Collegata al video citato, è stata la relazione di Beatrice Benedetti, critica d’arte e direttrice della Galleria Box Art, Verona, relazione centrata sulla nascita della fotografia, sul suo rapporto con la pittura – che, fino agli anni Trenta del 1800, era l’unico mezzo di riproduzione della realtà – e della sua evoluzione, sino a diventare “arte”. Arte, della quale il mondo d’oggi ha grande bisogno, per dare sfogo all’espressione dello spirito, e, attraverso ciò, per trovare rifugio nel bello, nell’elevato, ed estrarci dal materiale quotidiano, che, se seguito, distrugge il nostro essere.

Pierantonio Braggio


Pierantonio Braggio

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