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ECONOMIA VERONESE | martedì 22 maggio 2018, 12:56

Per le aziende del comparto agroalimentare, fornitori di cibi ed altro, importante conoscere il progetto REBUS. Impegnati Comune di Verona, AMIA ed ACLI.

REBUS - Recupero Eccedenze Beni Utilizzabili Solidalmente, è una rete di solidarietà, che collega istituzioni, aziende ed enti no profit, al fine di favorire la diffusione di un modello solidale di gestione integrata dello spreco, per ridurre e prevenire la produzione di rifiuti, alla fonte, e recuperare beni invenduti (in primis alimentari), da destinare a famiglie indigenti del territorio. Coordinano e gestiscono il tutto le Acli Provinciali, Verona: attraverso una sessantina di enti no profit del territorio, che, quotidianamente, si alternano nei recuperi, presso le aziende donatrici, salvando, annualmente, oltre 1.000.000 di chilogrammi di cibi, altrimenti destinati a rifiuto.

fonte immagine (ACLI Verona)

fonte immagine (ACLI Verona)

Nel quadro di tale intervento, diretto, quindi, alla lotta allo spreco alimentare, verrà inserita nella bolletta TARI, un’informativa, diretta ad aziende produttrici – iper e supermercati, produttori agricoli, ma anche panifici, negozi di ortofrutta, mense aziendali, ristoranti, gastronomie, laboratori, banchi dei mercati – sulla scontistica prevista, nel caso di donazione, attraverso il detto progetto REBUS. In vero, il Comune di Verona è, da anni, impegnato in tal senso. La Società Locale di Riscossione - SoLoRi – ha, quindi, inserito nella comunicazione, inviata in questi giorni, un esplicito invito all'opportunità per tutti i contribuenti del comparto agro-alimentare, di aderire al progetto, per usufruire della scontistica prevista. Per maggiori informazioni, contattare le ACLI Provinciali di Verona, ufficioprogetti@acliverona.it. Quanto ai dati, si stima uno spreco pari al 20% della produzione alimentare a livello europeo e che circa il 23,4% della popolazione europea risulta a rischio povertà o esclusione sociale (fonte "At risk of poverty or social exclusion in the EU-28", 2016). In Italia, si sprecherebbero 5,6 milioni di tonnellate di cibo, pari al 15,4% dei consumi annui alimentari, per un valore economico di oltre 12 miliardi di euro l’anno (fonte: “Dallo spreco al dono. Il modello italiano per il recupero delle eccedenze alimentari”). Il sistema agro-alimentare è, inoltre, una delle principali fonti di inquinamento e depauperamento delle risorse: rappresenta, ad esempio, circa il 30% del consumo energetico mondiale e circa il 22% delle emissioni totali di gas serra. Ridurre lo spreco alimentare è anche uno dei diciassette obiettivi di sviluppo sostenibile, inseriti nell’agenda 2030 delle Nazioni Unite. Nel programma, sottoscritto nel 2015 dai governi dei Paesi membri, si prevede, infatti, di dimezzare il quantitativo pro-capite globale di rifiuti alimentari e di ridurre le perdite di cibo lungo le catene di produzione e fornitura e le perdite post-raccolto. Circa il recupero, realizzato nel 2017, sono stati raccolt,i nella provincia di Verona: 1.050.308,27 chilogrammi di generi alimentari, principalmente prodotto fresco (frutta, verdura, prodotti da forno, pasti cotti), per un valore di circa 2 milioni di euro e 5018 confezioni di farmaci per un valore economico di oltre 65.000 euro. Sessantuno sono gli enti messi in rete e circa sessanta le aziende donatrici. Da un lato, dunque, raccolta di prodotti alimenatri e grande opportunità di evitare rifiuti ed inquinamento, dall’altro, minore imposizione fiscale ad aziende e a organizzazioni, che, segnalando la propria ragione sociale a REBUS, attraverso le ACLI, otterranno riduzione d’imposta, in fatto di rifiuti. Un progetto importante e costruttivo, bene evidenziato, il 17 maggio 2018, dall’assessore Stefano Bertacco, Comune di Verona, e dal presidente ACLI, Verona, Italo Sandrini.

Pierantonio Braggio



Pierantonio Braggio

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