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ECONOMIA VERONESE | mercoledì 16 maggio 2018, 13:02

“Salome” di Richard Strauss, al Teatro Filarmonico, Verona. La prima rappresentazione si terrà domenica 20 maggio 2018, alle ore 15.30.

Dopo diciotto anni di assenza, l’atto unico Salome di Richard Strauss (1864-1949), dalla pièce di Oscar Wilde, considerato il primo grande capolavoro musicale del Novecento europeo, torna felicemente a Verona. Un titolo, con il quale, la Fondazione Arena corona una stagione lirica di successo, in attesa del Festival estivo areniano 2018. L’allestimento è affidato alla regia di Marina Bianchi, con le scene di Michele Olcese, i costumi di Giada Masi, i movimenti coreografici di Riccardo Meneghini, il lighting design di Paolo Mazzon e i video di Matilde Sambo.

Direttore: Michael Balke. La prima rappresentazione avrà luogo il 20 maggio 2018, mentre repliche si avranno, martedì 22 maggio, ore 19.00 - giovedì 24 maggio, ore 20.00 e domenica 27 maggio, ore 15.30. “Com’è bella, stanotte, la principessa Salome”! è il primo verso dell’atto unico di Oscar Wilde, scritto in francese nel 1893 e fiore del Decadentismo di fine secolo, fedelmente trasposto in musica da Richard Strauss, nella traduzione di Hedwig Lachmann. Sino dalle prime note, il compositore bavarese trasporta il pubblico in una notte orientale, ipnotica e malata, in cui la fremente figliastra di Erode danza seducente, al chiaro di luna. Sensualità e presagio di morte convivono per tutta l’opera di Strauss, fino alla celebre ‘danza dei sette veli’, il solo mezzo, che la protagonista conosce e usa, per ottenere ciò che più desidera: baciare le labbra di Giovanni Battista, anche facendogli mozzare la testa. Il culmine dell’estasi amorosa, illuminata da un’orchestra ricchissima di colori e nuance, coincide con il macabro rito, che costerà la vita alla stessa Salome.  Il soggetto scabroso, riportato anche nei Vangeli, causò non poche difficoltà al compositore, che dovette attendere il 9 dicembre 1905, per la prima rappresentazione a Dresda, dopo numerosi rifiuti da parte di teatri più centrali degli imperi prussiano e austroungarico. Con Salome Strauss - che godeva della stima del Kaiser e dei colleghi di tutta Europa, e si era già cimentato in due titoli operistici oltre agli importanti poemi sinfonici tuttora in repertorio - sfidava il pubblico con un contenuto provocatorio, mettendo al servizio dell’opera tutto il suo mestiere di fine orchestratore. Ne uscì un atto unico di incessante invenzione melodica e timbrica, tra sinuose melodie e graffianti dissonanze in perfetto equilibrio, per creare l’alone lunare, seducente e inquieto, che circonda la fanciulla, ebbra di desiderio. Nonostante il veto persistente di molti teatri anche all’estero, il successo di Salome, accompagnato dallo scandalo, fu e resta travolgente. Un’opera importante, già importante a suo tempo, come si è visto leggendo quanto sopra, e che merita d’essere vista e riflettuta, per il suo contenuto e per la sua musica. Un atto unico, di grande storia, attraente, che avuto addirittura problemi per la sua rappresentazione, creandosi “storia”, ma di ottimo successo. Aiuterà molto a seguire il procedere del lavoro in scena, la lettura del breve sunto del contenuto, sopra proposto.

Pierantonio Braggio





Pierantonio Braggio

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