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ECONOMIA VERONESE | mercoledì 16 maggio 2018, 12:51

Festival in Bicicletta, Verona 2018. Difficile e pericoloso muoversi – pur con il grande merito di non inquinare! – su due ruote.

L’iniziativa del recente Festival in Bicicletta è lodevolissima e meritevole di massima attenzione. Promuovere l’uso della bicicletta è il meglio che si possa fare, sia dal punto di vista della salute, dell’alleggerimento del traffico, in e fuori città, che per evitare, di conseguenza, inquinamento da gas di scarico.

Festival in Bicicletta, Verona 2018. Difficile e pericoloso muoversi – pur con il grande merito di non inquinare! – su due ruote.

Quindi: più bicicletta, che la pur utile automobile, non dimenticando che l’uso della strada, in una società veramente rispettosa del diritto altrui, non deve essere riservato solo agli autoveicoli, ma, essere aperto anche a qualsiasi mezzo di trasporto o di trasferimento, come l’importante bicicletta. La quale, almeno in tutto l’ambito d’una città, dovrebbe essere mezzo preferenziale di trasporto, assieme ai mezzi pubblici, mentre, invece, è considerata, molto spesso, detto in latinorum, un “rompimentum scatolarum” di primo piano, perché gli autoveicoli presenti, contemporaneamente, alla bicicletta, sulla stessa strada, si sentono sempre in privilegiato diritto, non senza arroganza, di procedere ad una certa velocità, non certo canfacente, tuttavia, ad un centro cittadino. Cosa, che, non dovrebbe essere, perché la città non è stata prevista, sino dall’antico, per i veicoli, ma, per i cttadini appiedati. Senza dire che molti autoveicoli intasano le civiche strade – anche le più strette e scomode – molto spesso, non per il bisogno, per esempio, di fermarsi in un negozio, di contattare una banca o di recarsi ad un bar, ma, esclusivamente, per autoridursi i percorsi, creando, spesso, code e gas e trasformando le strade, o meglio, anche stradine, in vere e proprie, pericolose e gassose autostrade. C’è da chiedersi se questa sia giustizia, se questo sia comportamento corretto, se ciò possa essere ammesso, se ciò tuteli l’ambiente e il cittadino, visto che, in tale situazione, un povero ciclista, sempre invitatissimo ad usare la bicicletta in città, dovrebbe arrischiare d’introdursi in tali strade… Ecco, quindi, la notissima esigenza di piste ciclabili, anche, almeno, su certi percorsi cittadini – diciamo “cittadini”, perché stiamo parlando di traffico in città – nei quali sono riservati grandi spazi al posteggio, trascurando la bicicletta, tanto inutilmente lodata, e uno spazio ad essa dedicato. C’è qualche strada, inoltre, che, pur strettissima, si vede occupata, sia sul lato destro, che su quello sinistro, da automobili in parcheggio autorizzato, non lasciando il minimo spazio alla povera, inutilmente elogiata e quasi canzonata bicicletta. La quale, in città, si trova spesso in grande difficoltà, dovendo fare i conti anche con i numerosi sensi vietati, destinati unicamente a favorire il traffico automobilistico. Raggiungere un certo punto cittadino, per quanto tortuoso, in auto è cosa abbastanza semplice, mentre, ovviamente, lo stesso intento diventa piuttosto pesante, per il ciclista, perché reso, ovviamente, più lungo, a causa dei sensi vietati stessi… Meno male che si raccomanda l’uso della povera bici… La quale non si sente per nulla favorita, nemmeno laddove vi sono piste ciclabili, talvolta, pseudopiste, presenti, tanto per dire che ci sono e, persino, su marciapiedi, sui quali, molto giustamente, per quanto sappiamo, non si dovrebbe andare con il bicimezzo, riservati essendo essi ai pedoni. Piste, che, al primo incrocio creano ‘difficoltà’ veramente ‘difficili’, non agli autoveicoli, ma, naturalmente, ai ciclisti… Tutto, dicevamo, per facilitare il rapido flusso automobilistico, il quale, per essere in città, dovrebbe essere a velocità, ridottissima, non trovandosi a scorrere su “autostrade”, ma, su semplici vie d’un centro cittadino. Cosa, questa, valida anche su strade di periferia, sulle quali, facendo esse parte della città, la velocità dovrebbe essere, per normativa, ridottissima. D’altra parte, chi costringe a venire in città, nel centro, con l’autoveicolo? Si sa bene che la città è per i pedoni, non per autoveicoli, che, pertanto, dovrebbero adattarsi ad un procedere, finché è loro concesso di toccare il centro, lento, lentissimo. Traffico, peraltro, che, come detto, non vede bene il ciclista, anche quando questo, non sempre esente da non perfetto comportamento sulla strada, s’attiene alle regole o espone il braccio ad indicare la direzione prescelta, visto che, nonostante tale segno, il povero ciclista è sorpassato, in molti casi, sia a destra che a sinistra… Se, poi, vogliamo, insistere sull’uso della bicicletta, non poniamo solo in luce le violazioni in fatto di traffico ciclistico – che, ovviamente, “deve” assolutamente rispettare tali importanti norme, a tutela di se stesso e degli altri, nonché munire la bicicletta di freni ottimali, di fanale e di luci rosse al retro, nonché, pure lui, non usare il telefonino – ma, realizziamo effettivamente quanto alla bicicletta è necessario…

Se c’è un strada sufficientemente larga, oltre al parcheggio-auto, vediamo di riservare uno spazio anche alla bici… Ed ora, una domanda: vale la pena d’insistere sull’uso della bicicletta, ben sapendo che gran poco la si favorisce? In materia, a ottantadue anni, dopo 73 anni di bicicletta, molto spesso, mi sento preso in giro…! Non si può che lodare coloro, che s’impegnano a favore dell’uso della bicicletta e quanto sinora hanno ottenuto, per cui, un grande evviva al Festival…! Evviva, perché, insistendo, almeno i giovani comprendano l’importanza dell’uso di tale semplice mezzo e perché, in sede pubblica, si abbia più fede nella povera bicicletta e nei modesti ciclisti.

Che, con la loro bicicletta, non creano traffico, né inquinamento, chiedendo in cambio, solo d’essere ascoltati e più considerati.

Pierantonio Braggio


Pierantonio Braggio

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