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ECONOMIA VERONESE | mercoledì 02 maggio 2018, 12:42

Corea: una terra senza pace. Dopo 73 anni di contrasti e di ostilità, finalmente, segni di distensione.

Una terra senza pace. Non è che le disgrazie della Corea siano iniziate in tempi recenti, giacché la Penisola non godette, per secoli, di quella pace, che spetta a tutti i popoli. Ma, per quanto riguarda l’era più vicina a noi, la Corea visse quasi un secolo di particolare e costante terrore, le cui cause risalgono, appunto al 1945, anno della sconfitta del Giappone, che occupava la penisola coreana, da parte degli Stati Uniti, nella seconda guerra mondiale.

Fonte immagine ( Liberoquotidiano)

La libertà, in tal modo ottenuta, ebbe vita breve, a seguito della divisione della Penisola, in due parti, all’altezza del 38° parallelo, fra l’allora Unione Sovietica e gli Stati Uniti. Una soluzione non definitiva, che creò, con il tempo, gravi problemi. Nella Corea del Nord, s’installò, ovviamente, un governo comunista, guidato dal coreano Kim il-sung, di fede marxista-leninista, avendo, peraltro, egli studiato a Mosca, ed essendo stato a capo della resistenza coreana comunista all’allora occupazione giapponese. Nel 1950, il Nord, con capitale Pyongyang e strettamente legato all’ex Unione Sovietica – il cui capo indiscusso, Stalin, dalla fine del secondo conflitto mondiale, ha sempre mirato ad estendere l’ideologia comunista nel mondo –  invase militarmente il Sud, con capitale Seul, sostenuto dagli Stati Uniti. In aiuto di Seul intervennero l’Organizzazione delle Nazioni Unite, gli Stati Uniti d’America ed altri 17 Stati del globo. Il pesante scontro, che vide l’intervento anche di diverse unità cinesi, inviate da Mao Zedong, cessò solo con la pace di Panmunjeom del 1953 e con una Corea che rimase divisa, com’è ancora oggi, in due parti, avendo esse, come, confine il citato 38° parallelo e, ciascuna, una visione diversa del concetto di libertà e, ovviamente, di riunificazione. Per la quale, è urgente trovare una soluzione positiva, eliminando, con libere elezioni, anche nel Nord, barriere ed armi, anche convenzionali, così come è avvenuto, fortunatamente, a fine anni Ottanta del 1900, con l’inumana cortina di ferro e con l’insanguinato muro di Berlino. L’avanzata età ci permetterebbe di riferire, facilmente, più di quanto stiamo ricordando, sul Conflitto coreano, che, se non fosse esistito il “comunismo” non ci sarebbe stato e la Corea, unita, avrebbe goduto di massimo sviluppo economico e sociale, ben lontana da terrore e miseria, nella quale la Penisola venne a trovarsi, sin dallo scoppio del conflitto. Conflitto coreano, che arrischiò anche di trasformarsi in nucleare, originò oltre cinque milioni e mezzo, fra morti, feriti, dispersi e vittime civili…, tenendo conto, purtroppo, che, in merito, manca un cifra esatta… Forse, tale pesante sacrificio, è stato l’unico risultato d’una guerra inutile – come, del resto, tutte le altre di tutti i tempi – accanto a quello d’una Corea rimasta irrimediabilmente divisa e, come tale, per 73 anni, fonte costante d’un possibile ulteriore conflitto, forse, questa volta, più nucleare, di quanto sarebbe stato quello degli anni Cinquanta del 1900. Da anni, il Nord Corea lavora alla costruzione di ordigni nucleari e di missili, vettori degli stessi e a lunga gittata, in grado di superare la costa occidentale degli Stati Uniti, creando profondi timori non solo negli USA stessi, ma, ovviamente, nella Corea del Sud, con capitale Seul, in Giappone e nei Paesi viciniori, facendo pensare, purtroppo, ad una guerra globale, con conseguenze impressionanti ed imprevedibili, per tutta l’umanità. Le continue, preoccupanti minacce, accompagnate da pericolosi lanci missilistici, e le ferme risposte de presidente americano, Donald Trump, nonché i buoni uffici de leader cinese Xi Jinping, hanno portato al recente, positivo incontro fra il capo della Corea del Nord, Kim Jong-un, con il capo della Corea del Sud, presidente Moon Jae-in. Ora, attendiamo il finale della grande operazione “pace coreana”, ossia l’incontro fra il presidente Donald Trump e la guida della Corea del Nord, Kim Jong-un, sperando che sia raggiunto un accordo definitivo di pace, anche se non riusciamo, purtroppo, ad intravvedere, almeno per il breve termine, una riunificazione fra il Nord ed il Sud. Ma, ci fa sperare, semmai la cosa riuscisse a verficarsi, quanto avvenne nell’ottobre 1990, quando, caduto il muro di Berlino, la Germania si vide definitivamente riunificata. Bisogna, comunque, non correre troppo con il pensiero, lasciando che esso venga superato dai fatti, che, fra l’altro, come prima cosa, dovranno garantire, per parlare di vera pace, come e dove avverrà se non l’eliminazione, l’accantonamemto delle armi nucleari e relativi missili nordcoreani. Che, in qualche modo, terrorizzando il mondo, hanno aperto le porte ad incontri, speriamo, forieri di vera pace e di nuova vita per tutta la Corea.

Pierantonio Braggio

Pierantonio Braggio

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