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ECONOMIA VERONESE | sabato 24 febbraio 2018, 21:52

Il patto di Coldiretti con i candidati veronesi

Confronto tra i candidati veronesi sulle tematiche più sentite agli agricoltori della Coldiretti scaligera venerdì pomeriggio nella sala consiglio del Consorzio Agrario del Nord est. Erano presenti Flavio Tosi di Noi con L’Italia, Massimo Ferro di Forza Italia, Ciro Maschio di Fratelli d’Italia, Vito Comencini della Lega, Gianni Dal Moro del Partito Democratico, Lucio Mirko Furia de Il Popolo della Famiglia, Silvana Belladelli del Movimento 5 Stelle, Manuel Musumeci di 10 volte meglio e Fiorenzo Fasoli di Potere al Popolo oltre ai vertici di Coldiretti Veneto e Verona, ai dirigenti e componenti di giunta e a numerosi imprenditori agricoli. In sala anche Diego Zardini del Pd, Filippo Grigolini de Il Popolo della Famiglia e Davide Bendinelli di Forza Italia

Il patto di Coldiretti con i candidati veronesi

Claudio Valente, presidente di Coldiretti Verona ha ricordato: “E’ alto il valore degli imprenditori agricoli in quanto produttori di cibo e non solo di derrate alimentari ma è necessaria anche la sicurezza nelle zone rurali con investimenti in infrastrutture come la banda larga per evitarne lo spopolamento». Martino Cerantola, presidente di Coldiretti Veneto ha presentato il manifesto politico di Coldiretti incentrato su cinque proposte che riguardano: etichettatura obbligatoria per tutti gli alimenti; istituzione del Ministero del Cibo; semplificazione per le imprese agricole; eliminazione del segreto sulle importazioni di prodotti alimentari; approvazione definitiva del disegno di legge sui reati agroalimentari. Si tratta di 5 interventi a costo zero da esaurire nei primi 100 giorni di Governo, che puntano a eliminare le storture della filiera, rendendo più trasparenti i mercati, le pratiche commerciali e produttive con evidenti vantaggi per i cittadini-consumatori e per le imprese

Il direttore regionale Pietro Piccioni, dopo aver ricordato che «fare politica significa mettersi al sevizio della collettività» ha moderato il confronto, chiedendo ai candidati di esprimere il proprio parere sulle proposte di Coldiretti e la sottoscrizione del Manifesto. Attenzione è stata data anche alla petizione della non ratifica dell'accordo Ceta tra Unione Europea e Canada.

I candidati, tranne Movimento Cinque Stelle e 10 volte meglio, hanno sottoscritto il manifesto di Coldiretti

Ciro Maschio ha evidenziato l'importanza «di una riforma radicale della burocrazia che sta mettendo in ginocchio le attività» Vito Comencini, proveniente da una famiglia di agricoltori, ha sostenuto la necessità di difendere i prodotti italiani con l’Europa che deve cambiare posizione. Flavio Tosi ha detto: «l'accordo Ceta va fermato perché è provvisoriamente vigente». Lucio Mirko Furia ha evidenziato: «Proponiamo il sigillo di garanzia con cui fascettare tutto il prodotto agroalimentare al consumo e non».
Massimo Ferro ha segnalato l’importanza di togliere il segreto sulle importazioni di prodotti alimentari; Gianni Dal Moro nel ricordare quanto fatto dal Ministro Martina e da Paolo De Castro in Europa ha evidenziato la necessità di portare avanti il brand del made in Italy. Fiorenzo Fasoli ha sostenuto l'importanza del rapporto diretto tra produttori e consumatori, con un'attenzione all'ambiente e al biologico. Manuel Musumeci  ha illustrato l'impegno del movimento verso il digitale e la formazione, motore dell'innovazione. Silvana Belladelli ha detto che le proposte di Coldiretti sono già all’interno del programma del Movimento Cinque Stelle.

Sull'opposizione alla ratifica del Ceta tutti candidati si sono trovati d'accordo con quanto evidenziato da Coldiretti. 

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