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"Le parole che salvano" con il prof Eugenio Borgna | Sala Farinati, Biblioteca Civica a Verona 13 febbraio ore 17.30

Il noto psichiatra, in dialogo con le docenti di filosofia dell’Università di Verona Linda Napolitano e Wanda Tommasi, approfondirà il valore della fragilità, delle parole e della responsabilità nella relazione con l’altro nel terzo incontro della rassegna "Le parole che ci salvano", promosso in Biblioteca Civica dall’associazione La Cura sono Io con il Circolo dei Lettori di Verona.

"Le parole che salvano" con il prof Eugenio Borgna | Sala Farinati, Biblioteca Civica a Verona 13 febbraio ore 17.30

Verona, 9 febbraio 2018 “Le parole, queste creature viventi, sono di una radicale importanza nel creare ponti di comunicazione tra chi parla e chi ascolta, tra chi cura e chi è curato. Ci sono parole che curano e parole che salvano la vita, ma ci sono anche parole che accrescono queste ferite, che non di rado fanno sanguinare il cuore non solo di chi sta male nel corpo ma anche di chi sta male nell’anima”.

Si ispira a queste riflessioni, tratte dal libro “Le parole che ci salvano” del prof. Eugenio Borgna, la rassegna promossa dall' Associazione Culturale La Cura Sono Io in collaborazione con il Circolo dei Lettori di Verona, con il patrocinio del Comune di Verona, Assessorati alla Cultura e ai Servizi Sociali, e il sostegno della Fondazione Cattolica.

A dialogare con il Primario emerito di Psichiatria dell'Ospedale Maggiore della Carità di Novara saranno Linda Napolitano, docente di filosofia antica, e Wanda Tommasi, docente di filosofia contemporanea dell’Università di Verona, martedì 13 febbraio alle 17.30 in Sala Farinati in Biblioteca Civica. Condurrà l’incontro Maria Teresa Ferrari, presidente de La Cura sono Io.


La tavola rotonda “Le parole che salvano”, grazie all’incontro tra filosofia e psichiatria, consentirà di approfondire da punti di vista diversi il valore della fragilità, delle parole e della responsabilità intrecciata alla speranza.

I testi di Borgna – anche nel suo ultimo libro “L’arcobaleno sul ruscello – Figure della speranza” (Raffello Cortina Editore) - non sono solo testimonianza di una psichiatria realmente umana, ma anche una straordinaria galleria letteraria e artistica, espressione di un dolore tutt’altro che negativo, sterile, distruttivo, bensì fonte dell'esperienza creativa e creatrice.


Quali sono le parole che creano relazioni vere, che cambiano la vita o che curano? Un contributo importante sarà offerto da Linda Napolitano, che ha portato la filosofia all’interno di un’azienda sanitaria facendo riflettere sul senso del dolore e sperimentando l’efficacia della narrazione nella cura. La creatività può essere ancora più autentica nel deserto dei periodi in cui siamo costretti a fare esperienza della solitudine, come sostiene Wanda Tommasi, che appartiene alla comunità filosofica Diotima, nel libro “La scrittura del deserto. Malinconia e creatività femminile” (Liguori 2004). Proprio la malinconia è fonte segreta di tanta scrittura, come l'autrice dimostra raccontando di grandi figure come Silvia Plath, Marguerite Duras, Marina Cvetaeva e Maria Zambrano, che hanno saputo trasformare il loro dolore in canto.


Dopo l’appuntamento con “Le parole che salvano”, seguiranno altri due incontri in Sala Farinati in Biblioteca Civica: il 28 febbraio “La scrittura che trasforma”, con la scrittrice Alessandra Sarchi, e il 14 marzo “Le parole della resilienza”, con il pedagogista Carmine Lazzarini e la scrittrice Rita Nicolaidis.


In concomitanza con la rassegna è stato creato il gruppo chiuso su Facebook La Cura Sono Io – Raccontarsi. Iscrivendosi è possibile condividere esperienze e raccontare la propria storia. Le testimonianze più significative troveranno spazio sul sito www.lacurasonoio.it.

Il comitato promotore della rassegna è costituito da Maria Teresa Ferrari, Valeria Lo Forte, Claudia Colucci e Giovanna Scardoni.



L’associazione “La Cura sono Ioè nata nel 2017 per iniziativa della sua presidente, Maria Teresa Ferrari, scrittrice e curatrice di eventi d’arte e di cultura, che a 50 anni ha dovuto affrontare un carcinoma mammario e terapie oncologiche. Dalla sua motivazione a una rinascita, l’idea di “progettare bellezza, nonostante” insieme a tutte le donne, alimentando una community su Facebook: un impegno che le è valso il Premio Victoria 2017 con Maria Grazia Cucinotta, promosso da Procter & Gamble in collaborazione con la “27esima ora” del Corriere della Sera.

Per ritrovare il proprio ben-essere e risvegliare e sostenere l'amore della persona per se stessa e la propria vita, l'associazione promuove progetti che dall'ambito oncologico si estendono alle arti in genere, anche grazie al sostegno della Fondazione Cattolica, che sono stati presentato il 10 gennaio alla Camera dei Deputati a Roma. Primo tra tutti, “I sogni di Terry”, che comprende una collezione di cappelli e copricapi estrosi e anallergici, portatori di messaggi positivi, pensati in particolare per chi vive la nudità improvvisa della sua testa, causata dalla chemioterapia o da altre patologie. “Le parole che ci salvano”, rassegna di incontri da gennaio a marzo con esponenti dal mondo della cultura e delle scienze, tratta un tema complesso e vitale quale l'uso delle parole nei momenti più dolorosi. “Il Cuore in testa”, il progetto partito da Verona a ottobre che ha fatto tappa a Milano il 6 e 7 febbraio a Palazzo Marino, promosso in collaborazione con l'Assessorato alle Politiche sociali, Salute e Diritti di Milano, legato alla diffusione della prevenzione del tumore al seno, che ha previsto una mostra di ritratti di donne e il convegno: “"Tumore al seno: dalla cultura della prevenzione alla cura estetica ed interiore per migliorare la qualità della vita”.



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