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ECONOMIA VERONESE | venerdì 12 gennaio 2018, 17:51

La stagione delle verità virtuali: Lavoro & Pensioni.

Siamo in campagna elettorale date le prossime elezioni ed i partiti si ingegnano a trovare forme sempre più accattivanti per prendere i voti, per convincere i delusi e per prendere qualche voto dei sempre più crescenti astensionisti. Ecco allora che i dati statistici, come quelli emersi in questi giorni relativi al lavoro, sono letti in vario modo a seconda degli interessi politici espressi. Ma al di là di un'indubbia crescita degli occupati, in varie forme, tra le quali il precariato predomina, quello che oggi vorrei rilevare è una dato che abbisogna di un poco di analisi in più. Le pensioni si sono fermate da anni, i soldi delle pensioni versati non esistono più da anni fagocitate dall'enorme debito pubblico. La frase che negli ultimi anni molti dicono, ma io mi sono versati i contributi e mi sono pagato la pensione non ha più senso, svuotata dall'erosione continua degli accantonamenti dai prelievi a vario titolo fatti negli ultimi decenni dai vari governi succedutisi.

La stagione delle verità  virtuali: Lavoro & Pensioni.

Conclusioni: le pensioni sono un valore virtuale, persistenti almeno per ora, ed il lavoro è un valore precario persistente. Quello che non viene sottolineato è che anche il lavoro nuovo prodotto, pur precario produce ricchezza attuale senza che vi siano contributi versati, o versati in modo solo virtuale. Le agevolazioni proposte ai datori di lavoro ( solo le grandi imprese che hanno pensionato i vecchi in cambio di giovani che prendono meno e non versano contributi) sono a carico del futuro quando avremo il redde rationem, i nodi che verranno al pettine, di persone che chiederanno prestazioni per le quali non avranno versato nulla. Il debito dello Stato che ora non conteggia queste partite esploderà, ed allora che succederà? La storia passata non lascia molte speranze a chi vuole trarre indicazioni per il futuro: quando i cittadini sono offesi dalla povertà e oberati dalle tasse, il sistema di tutele e cartelli protezionistici crollerà con gran fracasso. Qualcuno la chiamerà rivoluzione verde, qualcun altro rivoluzione giovanile, qualcun altro guerra di civiltà, in realtà saranno problemi seri. Quanto ci vorrà? Basta che scoppi un miccia ed il sistema è pronto, ovviamente le ripercussioni saranno mondiali, per cui la miccia potrà scoppiare in uno qualunque dei Paesi legati al mondo occidentale, e si espanderà tramite la globalizzazione nei Paesi più deboli. Sugli scenari oltre il futuro immediato meglio non azzardare, ma ognuno potrà farsi il suo film, virtuale ovviamente!!

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