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ECONOMIA VERONESE | lunedì 08 gennaio 2018, 12:46

Il Basso Veronese, visitarlo e conoscerlo.

Dopo Cologna Veneta, è Legnago la meta della seconda uscita, prevista per il 27 gennaio 2018, a cura dell’Associazione “La Pianura Cultura” e del Comune di Oppeano.


Il Basso Veronese, o Pianura Veronese, è un amplissimo territorio, dalle grandi risorse di massima portata – tradizioni, agricoltura, gastronomia, cultura, arte e storia – ma, purtroppo, poco conosciute. Esse, quindi, come tali, sono meritevoli d’essere turisticamente prese in considerazione e correttamente valorizzate. Diffonde la conoscenza di un tale patrimonio, mirando ad aprirlo a flussi turistici, l’Associazione culturale “La Pianura” – dei progetti culturali e turistici della quale è coordinatrice e curatrice Enrica Claudia De Fanti – avente sede in via Cesare Battisti, 23, c/o Convento Santa Maria delle Grazie, Sanguinetto, Verona, tel.: 333 25 10 947. De Fanti ha seguito, fra l’altro, la partecipazione ad un bando per un finanziamento, destinato alla riscoperta di “beni culturali dimenticati”. “La Pianura”, dunque, sta concretizzando il progetto “Viviamo la Bassa”, ossia, Viviamo il Basso Veronese, progetto, che sta, oggi, realizzandosi, nella sua seconda edizione, con il supporto dei Comuni, appunto della “Bassa” – ne è capofila il Comune di Oppeano – di Casaleone, Cerea, Cologna Veneta, Concamarise, Isola Rizza, Legnago, Minerbe, Pressana, Zevio e Veronella. La prima visita di tale seconda edizione ha avuto per meta Cologna Veneta, il 17 dicembre 2017: è stato effettuato, per così dire, un dettagliato ‘sopralluogo’ – guidato dall’arch. Diana Ambrosi Grapelli e dallo storico prof. Luigi Pellini – alla Città, al Museo Archeologico, ospitato nel Palazzo del Monte dei Pegni – visita, che ha permesso di conoscere anche come anche, in terra colognese, vi siano stati abbondanti insediamenti preromani e romani – al complesso della Rocca, alla Torre, alla Meridiana annuale, ai Palazzi medievali e al Ponte di Catullo, collegati al Duomo. Passando all’arte della pasticceria, è stato visitato il centro di produzione di mandorlato Bisognin, massima e preziosissima produzione di Cologna Veneta, dove la proprietaria, Margherita, ha illustrato il procedimento di lavorazione dell’eccellente prodotto artigianale. Il numeroso gruppo ha trovato, quindi, grande, amichevole ed ottima accoglienza, presso l’Agriturismo didattico per il Sociale “alla Moranda”, via Casino 2, 37044, Cologna Veneta, tel.: 045 6100377, diretto da Marisa Saggiotto, fra l’altro, coordinatrice dei circoli Wigwam, Associazione per la tutela del territorio, a livello nazionale e  globale. Una Marisa, che, con invidiabile ed apprezzato piglio imprenditoriale, non ha potuto esimersi dal predisporre un’eccezionale piatto, basato soprattutto sulle erbe spontanee locali e sul Radicchio rosso di Verona, grande risorsa del suo territorio. Nel suo agriturismo, Marisa, oltre ad occuparsi di agricoltura e di accoglienza, riserva particolare attenzione a persone disabili, facendo in modo – grande, lodevole opera! – d’inserirle in un’atmosfera positiva, attraverso impegno personale guidato delle stesse e necessari contatti. Attualmente, l’Associazione “La Pianura” sta organizzando la prossima visita nella “Bassa”, per sabato 27 gennaio 2018, con ritrovo alle ore 15.00, nel Palazzo del Comune di Legnago, città ricca di storia, di borghi antichi, di monumenti e di musei, nonché fortemente bombardata, durate il secondo conflitto mondiale. Essa è nota, inoltre, per avere dato i natali al musicista di fama internazionale Antonio Salieri (Legnago, 18 agosto 1750 - Vienna, 7 maggio 1825) e al critico d’arte Gian Battista Cavalcaselle (Legnago, 22 gennaio 1819 - Roma, 31 ottobre 1897). Vi si visiterà il museo Fioroni, ubicato nel relativo edificio del 1887, che custodisce la collezione privata della famiglia Fioroni. Il Museo è sede dell'omonima Fondazione culturale – dovuta all'impegno e alla dedizione della fondatrice, Maria Fioroni, e riconosciuta come Ente morale, sino dal 1958. Di particolare interesse è la “Sala Orientale”, che accoglie souvenir esotici e trofei di caccia grossa – fucili coloniali, abiti di capi tribù africani e orientali, oltre ad oggetti raccolti, durante le varie spedizioni, e foto d’epoca. Importanti, le “Sale del Risorgimento”, con alcuni cimeli di patrioti legnaghesi. Interessante anche la camera da letto, appartenuta all'Hotel Paglia ed all'interno della quale alloggiò Giuseppe Garibaldi. Il Museo della Fondazione Fioroni è uno degli esempi più suggestivi e significativi di casa-museo, nel panorama museale veneto. Il primo allestimento delle collezioni ha avuto luogo a partire dagli ultimi decenni dell’800. Nelle le sale risorgimentali dominano arredi d’epoca, arazzi, tappeti, orologi, tendaggi, lampadari… Si passerà, quindi, al Teatro Salieri, risalente al 1911, quando Vittorio Bressan e Benvenuto Maggioni ne iniziarono la costruzione, su commissione della “Società Anonima Teatrale”. Il primo conflitto mondiale frenò i lavori di costruzione (mancavano alcuni lavori di sistemazione del tetto e della facciata) che furono ripresi nel 1925, per festeggiare il 1º centenario della morte di Antonio Salieri. Interno e facciata del teatro furono ideati, nel 1941, dall’architetto Luigi Piccinato, ma il relativo progetto non venne portato a termine e il teatro fu ultimato solo dopo il secondo conflitto mondiale ed inaugurato il 15 settembre 1956. Da allora, il suo calendario è ricco di rappresentazioni teatrali. In città, il Torrione, più volte restaurato, è parte della rocca, costruita dall’architetto veronese Michele Sanmicheli, nel XVI secolo: sorge in piazza della Libertà, a pochi passi dal Duomo ed è considerato il simbolo della città, proprio perché ricalca la storia architettonica e militare autoctona. Anticamente, il Torrione fu usato come prigione e vide fra le sue pareti anche i veronesi conte Emilei e il poeta Aleardi. Le mura cittadine (e quindi anche il Torrione) furono costruite a partire dal 1525, durante il dominio della Serenissima, in seguito alla rovinosa guerra della Lega di Cambrai. Presso il Museo Civico - Centro Ambientale Archeologico sono esposti reperti archeologici, che permettono di conoscere lo sviluppo culturale ed economico della Bassa Pianura veronese, tra il 5000 e il 50 a. C. Da vasi di argilla a capanne e palafitte, da ricostruzioni di sepolture di guerrieri e donne a corredi funebri, da urne a cinturoni in bronzo e tombe celtiche, l’arco temporale contemplato è molto ampio. Il Centro Ambientale s’occupa della difesa e del miglioramento dell’ambiente fluviale dell’Adige e dei corsi d’acqua minori locali, oltre che del sistema archeologico delle Valli Grandi Veronesi. L’Azienda agricola Geofur, che proporrà un buffet, è stata creata, negli anni Settanta del 1900, da Rodolfo Furiani, specializzato nella produzione e commercializzazione del Radicchio rosso di Verona. Dopo Legnago e a data da stabilirsi, si visiteranno Veronella, Pressana, Isola Rizza, Concamarise, Zevio e Casaleone – ha ricordato la coordinatrice dei temi culturali e turistici dell’Associazione La Pianura, Enrica Claudia De Fanti. “I cicli ‘Viviamo la Bassa - Conoscere il territorio’ prevedono tours, progettati e guidati da studiosi del territorio, architetti e guide turistiche, esperti in fatto di storia, relativa ad edifici e locali meritevoli d’attenzione della Bassa”, ha sottolineato, quindi, Jerry Brighenti. L’adesione alle visite è libera. Per ulteriori informazioni, contattare Claudia, 333 2510947, Luigi, 335 6215921 o Jerry, 335 6215921. Siamo dinanzi ad un grande progetto, che merita alta considerazione, sia per l’impegno di chi si è assunto il compito di realizzarlo e cui va il nostro grazie, sia per il contenuto dello stesso, che se crea cultura, mira a fare conoscere e dare nuova vita a territori veronesi, dalle grandi risorse, che, in mancanza di tale spinta, continuerebbero a rimanere fuori dall’attenzione anche del normale turismo nostrano.

Pierantonio Braggio


Pierantonio Braggio

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