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ECONOMIA VERONESE | mercoledì 06 dicembre 2017, 23:48

“Fermo immagine”: affascinante mostra fotografica di affreschi e scultura, a Verona. Sino al 7 gennaio 2018, nella chiesa inferiore dei SS. Fermo e Rustico.

Chiunque ami l’arte e il fascino dell’antico e desideri osservarlo nei particolari – cosa, che non sempre si realizza, attraverso una normale visita, per quanto mirata e attenta – troverà soddisfazione nella mostra “Fermo immagine”. In essa, aiuta ad ottimale esplorazione del bello, la fotografia, che, questa volta, dando il meglio di se stessa, prende in studiatissima considerazione l’arte antica, nei sui diversi aspetti, custodita nelle parti superiore ed inferiore della Basilica dei SS. Fermo e Rustico, Verona, le cui lontane origini risalgono a circa diciassette secoli orsono.

La rassegna, inaugurata il 2 dicembre 2017, è stata organizzata dalla Parrocchia dei SS. Fermo e Rustico – nella persona del rev. parroco, don Maurizio Viviani, amante del bello e animato dal desiderio di farlo conoscere – e dal Museo Diocesano d’Arte San Fermo Maggiore, con il patrocinio dell’Associazione Chiese Vive e della Fondazione Giorgio Zanotto. Ma, grandi protagonisti del tutto sono gli amatori ed esperti di fotografia Andrea Mirenda e Giuseppe Petrilli, che, per un anno, hanno pazientemente scandagliato, in ogni angolo, la Chiesa di San Fermo, al fine di proporne una rilettura non descrittiva, bensì soggettiva ed emozionale. Essi hanno saputo mettere assieme numerose immagini, riprese, avvicinandosi, con scale, agli originali – che propongono, evidenzia don Viviani – due diversi approcci di lettura: il dialogo fra elementi e figure, per Mirenda, e l’accostamento di differenti parti o sezioni, per Petrilli. La loro fotografia, diversa e complementare, è come un colpo di pennello, intinto nella caleidoscopica tavolozza di colori del complesso di San Fermo – due chiese assai lontane per concezione architettonica e arredo – per tentarne una nuova ed originale rilettura. L’apparecchio fotografico di Mirenda e Petrilli diventa una sorta di fiaccola, che permette di dare nuova luce all’incanto di San Fermo… Osservando le foto in parola, noi diciamo anche che siamo dinanzi a due chiese, che – grazie all’impegno dei due saggi fotografi, Mirenda e Petrilli – mostrano il loro interno, facendo scoprire quanto sia stata grande la Fede di chi, circa duemila anni orsono, ha dato forma a complessi artistici, che noi, oggi, abbiamo il piacere d’ammirare, più attentamente, appunto, con l’ausilio della fotografia… Infatti, don Viviani: le immagini esprimono più di mille parole e la fotografia, ce le rappresenta, quasi avvolte in un velo di piacevole mistero. Giancarlo Zucconelli, esperto in critica fotografica: In Mirenda, la ricerca, si trasforma in una grazia scontrosa, secca, che indaga negli spazi misteriosi e ce li restituisce, con colori frementi, acidi, dilatati e rinvigoriti, da un taglio insolito, dove il soggetto principale, a volte, diventa secondario, perdendo la comoda collocazione, rivestita nella dimensione reale. In Petrilli, l’emozione provoca un anelito alla verticalità, dove la staticità delle forme è sollecitata, duplicata, aggiungendo dettagli della stessa inquadratura, per dilatare ulteriormente la già imponente struttura gotica. Le leggi della prospettiva e dell’armonia compositiva si trasformano in olimpica classicità, affrancata da una formale aridità marmorea… Se Mirenda, nel suo viaggio creativo, si cala nei meandri, nelle viscere oscure del corpo della Basilica, proponendo nuove angolazioni, nuovi enigmi…, Petrilli, anima soleggiata, volteggia negli spazi alti, all’interno ed all’esterno della stessa… Ambedue gli Autori, quindi, nonostante la profusione di realismo, prodotto dal mezzo fotografico, offrono al Lettore una chiave di lettura completa, che tende ad esprimere l’immateriale, nei paraggi dello spirituale…

Accompagna il visitatore un elegante catalogo, in carta patinata, con quattro presentazioni e circa novanta riproduzioni, 74 pp., 2017. All’inaugurazione della straordinaria mostra non ha potuto partecipare il vescovo di Verona, S. E. mons. Giuseppe Zenti, impegnato in una particolare riunione annuale, ma, che ha trasmesso i sensi del suo compiacimento e il suo appoggio, mentre ha portato il saluto del sindaco di Verona, Federico Sboarina, l’assessore, Francesca Briani, che vede, nella mostra, grande motivo di quella cultura, cui l’attuale Amministrazione comunale garantisce massima attenzione. L’on. Diego Zardini ha espresso pure apprezzamento per l’alto valore culturale della kermesse fotografica, porgendo il suo saluto. Non possiamo chiudere queste modeste considerazioni, senza esprimere i più sinceri complimenti sia ai Fotografi, che a don Maurizio Viviani, e per la mostra in tema, e per il nuovo, straordinario aspetto, che stanno assumendo le parti esterne della Basilica di San Fermo, a seguito dei lavori in corso, di restauro delle stesse, lavori, che stanno riportando nella dovuta luce una delle più belle chiese veronesi, templi di Dio, ma anche grandi Musei. Se non ci fossero i Parroci…

Pierantonio Braggio






Pierantonio Braggio

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