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ECONOMIA VERONESE | mercoledì 20 settembre 2017, 23:57

40 ANNI DI STORIA E ATTIVITÀ PER CLM cooperativa industriale di eccellenza, attiva nel settore della lamiera.

Efficacia del modello cooperativo, diversificazione dei prodotti e dei clienti, innovazione tecnologica: le leve della tenuta e dello sviluppo, oltre la crisi.

La cooperativa industriale Clm-Cooperativa Lavoratori metalmeccanici di Terrossa di Roncà (Verona), storica associata di Legacoop Veneto, ha festeggiato lo scorso sabato presso la propria sede i suoi 40 anni di storia e di attività, insieme a soci, amici, clienti e fornitori.

Clm è un pezzo importante del territorio, dal punto di vista imprenditoriale ed economico, nonché occupazionale: oggi conta un fatturato di 12 milioni di euro, utili oltre i 500mila e un patrimonio di 7 milioni; 85 i soci della cooperativa, di cui 9 soci sovventori e 76 soci lavoratori, ai quali si aggiungono 17 lavoratori dipendenti non soci: sono tutti residenti a Terrossa e nei paesi vicini.

Costituita nel lontano 1977, la cooperativa vanta una posizione primaria nella lavorazione della lamiera, grazie ai suoi avanzati sistemi produttivi e all’acquisizione di nuove e innovative tecnologie “ecologiche”, in linea con le politiche di riduzione dell’impatto ambientale assunte dall’impresa.

 «In questa occasione di festa ci siamo fermati a ripercorrere la nostra storia e il doveroso e sentito grazie va a quei venti soci che hanno contribuito in maniera importante, e con grossi sacrifici, alla costituzione e allo sviluppo iniziale della nostra cooperativa» ha sottolineato il presidente di Clm Michele De Marchi, che ha anche raccontato: «Clm ha sempre cercato di mettere al primo posto lo sviluppo tecnologico aziendale, assieme alla crescita dei lavoratori, quasi tutti soci. Tale politica e la forte patrimonializzazione ci hanno permesso di affrontare le difficoltà nel corso degli anni. Dal 2009 al 2013, a causa del fallimento di alcuni dei più importati clienti, e di pesanti problemi di ritardo dei pagamenti, si sono verificate riduzioni considerevoli degli utili e, in certi casi, anche perdite di esercizio: è stato uno dei momenti più difficili che la cooperativa ha saputo superare differenziando la clientela ampliando i settori di intervento, scegliendo di investire nell’innovazione e mantenendo lo sguardo rivolto al futuro, pronta a cogliere le nuove sfide».Gli ha fatto eco Adriano Rizzi, presidente di Legacoop Veneto: «Clm è uno degli esempi virtuosi della nostra cooperazione industriale, che dimostra la capacità di tenuta e di crescita del modello cooperativo anche in questo periodo di crisi: sul fronte del fatturato, come della patrimonializzazione delle imprese e pure dell’occupazione». Rizzi ha poi evidenziato come appartengano alla cooperazione industriale, pezzo significativo di economia della nostra regione, anche le esperienze cooperative di successo nate da operazioni di workers buyout, percorsi accompagnati passo passo da Legacoop Veneto.Intervenuto anche Mauro Lusetti, presidente nazionale di Legacoop, che ha sottolineato: «Clm è l’esempio di quanto la cooperazione sia presente e radicata sul territorio con notevoli ricadute positive per lo stesso, e di quanto sia conosciuta dalle istituzioni, dagli attori locali, dai cittadini per le cose buone che facciamo concretamente, e non per ciò che dicono di noi, a testimonianza di quanto la cooperazione sappia e possa operare per la comunità».


Alla cerimonia di festa non è mancato il ricordo di Lino Satto, cooperatore fondatore della Clm recentemente scomparso. Alla sua memoria Legacoop Veneto ha voluto dedicare due premi di laurea, di millecinquecento euro ciascuno, per due tesi su argomenti inerenti alla cooperazione, e cinque borse di studio (mille euro l’una) per la partecipazione di giovani cooperatori al Master universitario in Economia della cooperazione dell’Università degli Studi di Bologna.

 

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