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ATTUALITA' REGIONALE | lunedì 11 settembre 2017, 17:11

Cosa succede in Spagna?

Le notizie anche se col contagocce trapelano, e la gente comincia a sentire parlare del referendum con cui la Catalogna ( già autodichiaratasi repubblica nei primi decenni del secolo scorso) vuole chiedere al suo popolo se intende staccarsi dalla Spagna del Re Jaun Carlos e divenire uno Stato autonomo.

Ancora, recentemente, gli sloveni con un lampo di genio, bloccarono con la polizia locale le caserme con i soldati serbi , fecero loro deporre le armi e li lasciarono andare alle loro famiglie, in questo modo gli sloveni si sono risparmiati gli infiniti lutti che le potenze europee e mondiali hanno imposto alla Serbia, alla Croazia, a Sarajevo martire, alla Bosnia ecc. Ovvio che se i sloveni avessero chiesto al parlamento di Belgrado, o alla Corte Costituzionale serba, di essere lasciati andare la risposta sarebbe stata negativa. Esempi diversi ma se guardiamo a ciò che è successo in altri Stati, se si vuol evitare guerre sanguinose e stragi che si trascineranno nei tempi occorre trovare una forma di convivenza per popoli che sono stati uniti contro la loro volontà dagli stati assolutistici dei secoli precedenti e procedere a unioni volute dalla gente, con Stati o Regioni federate che vogliono partecipare alla loro vita senza essere coinvolti nei giochi di potere di chi vuole con le armi sopravanzare gli altri popoli ed imporre la democrazia delle bajonette. Spero che questi tempi siano passati, perchè altrimenti noi tutti saremmo considerati carne da macello e la forza di un Paese, come nel medioevo, si baserebbe su quanti soldati pronti alle armi possono essere gettati in una disfida mondiale. Il referendum in Catalogna, dopo quello che si tentò di proporre in Quebec, regione francofona del Canadà, è la prima forma di applicazione di quel principio fondante dell'Onu, spesso richiamato ma mai usato ad oggi, della libera determinazione dei popoli. Ovvio che questo imponga alla Catalogna, così come ad altri, maggiori responsabilità ma la rete mondiale di scambi che ormai attraversa tutti i Paesi, impone questa libertà con regole accettate e non imposte, con doveri e diritti, che forse in pochi sapranno subito apprezzare, ma nel rispetto dell'uomo e delle sue libertà. Pensate che nei secoli sempre pochi armati e violenti incapaci di convivere hanno costretto milioni di altri uomini a combattersi per ricchezza o idee camuffate da ideali super partes. Nei linguaggi dei re ed imperatori si parlava di pace e di libertà, lo stesso nei dittatori moderni. Purtroppo la democrazia credo possa reggere solo in Stati con grandi ricchezze e poche persone, mentre l'unico esempio che ha retto nei secoli è quello della Repubblica Serenissima, una oligarchia in cui alcuni hanno potere di guidare e di decidere ( questo similmente all'Onu) ma che debbono essere sostituiti dopo qualche anno per non essere troppo incancreniti dal potere.

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