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ECONOMIA VERONESE | giovedì 20 luglio 2017, 17:54

“Aida” di Giuseppe Verdi, in Arena, Verona. Il 95° Festival lirico 2017 ci attende, la sera del 20 luglio, giovedì, alle ore 21.00.

Torna la sempre grande “Aida” e la sua attraente e sempre apprezzata musica. Il titolo verdiano è proposto, ancora una volta, nell’allestimento del team artistico catalano “La Fura dels Baus”, che ha inaugurato il Festival del Centenario nel 2013, poi riproposto nel 2014, con la regia di Carlus Padrissa e Àlex Ollé, le scene di Roland Olbeter, i costumi di Chu Uroz, la coreografia di Valentina Carrasco e le luci di Paolo Mazzon. I registi hanno dichiarato che la loro lettura ha l’obiettivo di “raggiungere una sintesi tra la cultura, la spettacolarità e l’avanguardia. […]

Quello che ci interessa è l’Egitto millenario, perché apporta la base per questo salto unificatore, tra il passato remoto e il futuro”. La concezione futurista dell’opera è una sintesi tra religione e scienza con un’attenzione costante verso la spettacolarità, a partire dal prologo che porta sul palcoscenico una spedizione archeologica con il ritrovamento di un’enorme scultura che viene spedita in un museo occidentale. E la memoria si apre alle vicende di Aida. Sul podio si conferma Julian Kovatchev; Irina Churilova debutta sul palcoscenico veronese nel ruolo della protagonista a fianco di Carlo Ventre come Radamès. Nella rivale Amneris si conferma Anna Maria Chiuri e ritroviamo Leonardo López Linares nei panni di Amonasro. Il sacerdote Ramfis è interpretato da Marko Mimica, mentre Il Re è Romano Dal Zovo. Completano il cast un messaggero di Cristiano Olivieri e la sacerdotessa di Tamta Tarieli. Impegnati l’Orchestra, il Coro preparato da Vito Lombardi, il Corpo di ballo coordinato da Gaetano Petrosino e i Tecnici dell’Arena di Verona, insieme a numerosi mimi e comparse. “Aida” è sempre “Aida”. Solo tale nome è sufficiente per fare capire, che si tratta d’una grande opera, lavoro d’un grande Autore, che, rappresentata per la prima volta, nel 1913, ad opera del veronese tenore Giovanni Zenatello, non solo ha aperto le porte dell’Anfiteatro Arena alla Lirica, ma ha fatto grande l’Arena stessa e la Città, che la ospita, aprendo le porte d’ambedue, in tal modo, dal 1913 ed ogni anno, al mondo.

Pierantonio Braggio


Pierantonio Braggio

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