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ANNUNCI E VARIE | giovedì 12 novembre 2015, 10:40

I capperi – Capparis spinosa L. – grande dono della natura.

Il mistero della loro riproduzione, in fessure di antiche murature e rocce, scoperto presso lo stand dell’Agriturismo Borgo Storico La Cisterna’, terra di Montefeltro, Marche.

Le piante, o meglio, rigogliosi e verdissimi cespugli di Capparis spinosa L., che rendono eccezionale l’aspetto delle mura scaligere, viscontee, veneziane ed austriache di Verona, nostra città, ci hanno sempre attratto, sin da bambini, al punto che non sono mancati tentativi, falliti, di raccoglierne i boccioli, per conservarli, quindi, a scopo di eccezionale condimento. Ma, ciò che ci attraeva di più, anche se la cosa può apparire impossibile, data la giovane età, era la bellezza dei cespugli stessi, la meraviglia dei bianco rosati fiori e, particolarmente, il quesito di come tali cespugli, sempre rigogliosi, non solo potessero crescere, fra fessure asciutissime di tufo e di cotto, ma, soprattutto, come riuscissero a ‘riprodursi’ in tali strettissimi anfratti. E, più ancora, come un seme potesse autointrodursi in dette fessure, una volta che lo stesso è contenuto in drupe, o frutti del cappero, che maturano, verdi, oblunghe e pendenti, ovviamente, verso il basso. Questi quesiti – rimasti senza risposta per lunghi decenni – hanno avuto una improvvisa e completa soluzione il 6 novembre 2015 scorso, quando, nel quadro della magnifica 117ª Fieracavalli di Verona, avemmo l’opportunità di intrattenerci sui “capperi”, con il titolare dell’Agriturismo Borgo Storico Cisterna, di Macerata Feltria, provincia di Pesaro-Urbino, Mario Gallerani, info@lacisterna.net, nello straordinario ‘Salone del Turismo Rurale’. Gallerani, profondo esperto in fatto di capperi, ci ha spiegato i mille segreti che riguardano tale erbacea, con dati storici sulla provenienza originale del cappero, sulla sua storia, sulla sua morfologia – relativa, in particolare, alla specie Cappereis rupestris, tipica delle zone mediterranee e caratteristica di Borgo Cisterna e da Gallerani coltivata, sulla sua riproduzione, sul sulla coltivazione, sulla concimazione, sulla potatura della pianta, sulle caratteristiche della varietà Cisterna, sul frutto, sulla raccolta e sulla conservazione dello stesso e sul suo uso in cucina. In dettaglio – ecco il segreto, che bramavamo di conoscere – venimmo finalmente a sapere che il cappero, in natura, radicato in quasi impenetrabili fessure di muri, si riproduce attraverso gechi o Tarentola mauritanica, o lucertole o Podacris sicula, che, ghiotti degli essudati zuccherini del frutto, lo ingeriscono assieme ai semi, i quali passano indenni attraverso il loro apparato digestivo e che vengono espulsi, con la defecazione... È in questo modo che le piante si propagano e che si ritrovano, nei luoghi più impensabili... Ovviamente, Mario Gallerani, è esperto anche in fatto di conservazione del cappero e di altre culture – che è quanto richiede, fra l’altro, l’Agriturismo – raccomandando, anzitutto, il cappero conservato nel sale, quale saporitissima specialità essenziale di Cisterna.

Quanto sopra dimostra come la buona volontà, la ricerca e la dedizione siano elementi essenziali in agricoltura, nella quale, la multifunzionalità – vedi il concetto di Agriturismo – gioca un ruolo essenziale, in direzione di una migliore permanenza dell’agricoltore sul territorio.

Pierantonio Braggio

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