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ANNUNCI E VARIE | 20 ottobre 2014, 11:30

Irrisolto il mistero della morte di Giorgio Verità Poeta (1903-1939). Un veronese di grande intelligenza e capacità, che meritava d'essere fatto conoscere alla città scaligera.

Il 18 ottobre 2014 è stato un giorno particolare per Verona, perché un affollatissimo convegno, curato ottimamente da Ottavio Bevilacqua, ha fatto idealmente rivivere un passato difficile e gettato nuova luce su un personaggio importante per la storia di Verona, ultimo di un antichissimo casato: Giorgio Verità Poeta, comandante dell'allora Regia Marina Militare e Medaglia d'Oro di Iª Classe, conferitagli "per lavori utili alla Marina", nel 75° anniversario della morte, avvenuta settantacinque anni orsono.

Irrisolto il mistero della morte di Giorgio Verità Poeta (1903-1939). Un veronese di grande intelligenza e capacità, che meritava d'essere fatto conoscere alla città scaligera.

 

Il costruttivo incontro ha permesso di porre nella dovuta luce le qualità e le caratteristiche di un militare-marinaio, Verità Poeta, che ha svolto il suo compito, coperto da massima segretezza, con altissime conoscenze personali, matematiche ed analitiche, che non hanno confronti – ha segnalato Giosuè Allegrini, capo dell' Ufficio Storico della Marina Militare. Verità Poeta, addetto ai servizi di controspionaggio, non solo sapeva intercettare messaggi, ma con massima competenza li decrittava, da qualsiasi potenza in conflitto – IIª Guerra mondiale – essi provenissero. In tal senso, grande fu il contributo dato da Verità Poeta alle vite d'incalcolabile numero di marinai italiani. Di alta portata è stata la relazione di Enrico Cernuschi, che sottolineando l'importante contributo d'impegno dato da Verità Poeta, nella sua veste di marinaio, ha tracciato anche una dettagliata storia della crittografia, degli apparecchi ad essa relativi ed alla decrittazione, per la quale Poeta ha persino creato apposite formule.

Particolarissima la relazione di Claudio Cardellini, professore di Medicina legale presso l'Università di Torino: egli fu ufficialmente incaricato, mesi orsono, di studiare le spoglie di Giorgio Verità Poeta, onde trovare una soluzione alla sua morte improvvisa, misteriosa e sinora mai giustificata, avvenuta il 22 ottobre 1939. Cardellini ha informato, in modo preciso e circostanziato, come – accompagnato da Ottavio Bevilacqua, nipote di Verità Poeta, nonno di Ottavio – abbia, nel giugno scorso, prelevato dallo scheletro del nobile personaggio, sepolto nel Cimitero di Verona, frammenti di capelli (cinque ciocche), cinque frammenti ossei ed elementi piliferi – parti particolarmente adatte all'accertamento – sottoponendoli, successivamente, ad esame gascromatografico a Torino. In tali elementi, il prof. Cardellini ha riscontrato la presenza di piombo, di antimonio e di arsenico. In merito, ha sottolineato il professore, antimonio ed arsenico – elementi esogeni, ossia, non naturali al corpo – non avrebbero dovuto essere presenti, ma è da tenere presente, tuttavia, che sino al 1952, l'arsenico era considerato un "ricostituente" e, perciò, elemento forse assunto, a suo tempo, da Verità Poeta. L'attento studio, tuttavia, così portato a termine, non ha permesso, purtroppo, di definire in modo inequivocabile, i motivi del decesso del Personaggio, al centro del convegno, ma è testimonianza di massima volontà di ricerca del vero, da parte degli affezionati suoi parenti.

Hanno illustrato ancora la figura e l'azione del capitano Verità Poeta gli oratori: Alberto Lembo, Andrea Tirondola e Francesco Zampieri. Ha concluso l'importante convegno, del quale verranno pubblicati gli atti, la proiezione del film di Francesco De Robertis, "Uomini ombra", del 1954, in cui tutto ruota su un cifrario inglese, acquisito dalla Marina Militare italiana, durante la seconda Guerra mondiale.

Ricordare un Uomo dalle ottime caratteristiche è dovere, ma è anche svelare e scrivere storia, della quale mai si sa abbastanza e della quale ieri si è arricchita Verona, che ha dato i natali a Giorgio Verità Poeta. Sarebbe, tuttavia, incompleto il tutto, se non evidenziassimo che del casato Verità faceva parte anche il conte Augusto Verità, che assieme ad altri eroi, per essersi opposto alla presenza napoleonica a Verona, fu giustiziato dai francesi il 16 maggio 1797.

P.B.

 

 

 

 

 

 

Pierantonio Braggio

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