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ECONOMIA VERONESE | venerdì 19 luglio 2013, 09:06

Dal 23 al 27 luglio “San Gio’ Video Festival 2013” a Verona. Quaranta lavori di quaranta nazioni in concorso. Gratuita la partecipazione alle proiezioni.

Un Festival più che internazionale sarà la XIX edizione del “San Gio’ Verona Video 2013”, curato dal Cine Club Verona, presieduto da Michael Benson e diretto da Ugo Brusaporco, rifondatore del Festival stesso, visto che il suo debutto originale si ebbe a San Giovanni Lupatoto, nel lontano 1935.

Un Festival di films girati in digitale che, dedicato ad Augusto Tretti (1924-2013), si svolgerà in parte – sezione medio-lungo metraggio – nell’ex chiesetta di Santa Maria in Chiavica (dalle 16,00 alle 21,00) e, in parte – sezione corto – nel Cortile del Vecchio Tribunale (dalle ore 21,00), con la proiezione anche di opere eccezionali, mai proiettate in Italia. Si tratta, comunque, di films scelti per il loro valore artistico, civile, storico e spettacolare. La grande manifestazione, se intende fare conoscere l’arte cinematografica internazionale e italiana, mira pure a promuovere Verona nel mondo, accompagnando più volte personalità estere attraverso il territorio veronese, a diretto contatto con la storia, con l’arte e con le tradizioni della gastronomia locale e del vino.

Tenuto conto che, per fare un esempio, solo da parte della Germania sono stati presentati 250 lavori e, della Spagna, 190…, dopo una prima selezione, ne sono rimasti in concorso 40 e, più recisamente, da Argentina, Armenia, Australia, Austria, Belgio, Brasile, Bulgaria, Burkina-Faso, Cile, Canada, Corea del Sud, Danimarca, Estonia, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Iran, Iraq, Israele, Italia, Kurdistan, Libano, Macedonia, Myanmar, Olanda, Polonia, Portogallo, Repubblica Cèca, Repubblica Democratica del Congo, Romania, Russia, Singapore, Spagna, Svizzera, Taiwan, Tailandia, Turchia, Ungheria e USA.

Tante le prime italiane in programma, diverse le prime internazionali e le prime mondiali. Fra i più attesi dal grande contenuto, si potranno vedere Dans un jardin je suis entré, di Avi Mograbi, sul Libano d’oggi; Deserteur della regista austrica Gabriele Neudecker, sul ritorno di soldati, che nella seconda guerra mondiale avevano disertato; Dr. Ketel di Linus de Paoli, e Silent Youth di Diemo Kemmesies. Un lungometraggio horror, Thanatomorphose di Éric Falardeu, occuperà la notte del 26 luglio, in Santa Maria in Chiavica, dove inizialmente si aprirà la serata con Il Documentario di Dimitri Feltrin. Altri importanti films saranno: Nel mio giardino di Cristian Cesaro; Carceri d’invenzione di G. Battista Piranesi – disponibile per la collaborazione della Fondazione Cini, Venezia – di Gregoire Dupond; Requiem 2019 di Sil van der Woerd; African Race di Julien Paolini, sul sogno di un bimbo del Burkina Faso, che vuole correre e vincere in moto…, e Fino a quando… di Vittorio Curzel, sul non senso delle guerre.

Festival, dunque, del film scelto, del film che vuole fare cultura, oltre che divertire, e, al tempo, Festival che esporta Verona nel mondo, dicendo che la città scaligera è per gli assunti importanti e costruttivi, che l’hanno posta e la pongono fra le città più note ed importanti del globo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pierantonio Braggio

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