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ANNUNCI E VARIE | venerdì 29 giugno 2012, 13:30

Il presidente Marco Michielli al Governo: “No all’aumento di due punti dell’Iva”

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Primavera-inizio estate 2012 tra crisi e voglia di farcela, Federalberghi Veneto fa il punto CROLLANO GLI ITALIANI, TENGONO GLI STRANIERI TUTTE LE SPERANZE RIPOSTE NEI MESI DI LUGLIO E AGOSTO

Quella che la prima regione turistica d’Italia sta vivendo è una stagione stretta fra crisi e nuove imposte. Ci si è messo anche il terremoto che, pur avendo provocato meno disdette del previsto, ha costretto gli operatori a un tour de force telefonico e on-line per rispondere ai turisti stranieri preoccupati, tranquillizzandoli sulla sicurezza delle località turistiche in Veneto.

La novità, dacché è scoppiata la crisi, è che il successo o la mediocrità di una stagione, sotto il profilo imprenditoriale, non si misura più solo in termini di presenze: i numeri rimangono comunque significativi, ma non sono più determinanti, se ad esempio gli utili delle imprese scendono di pari passo con la diminuzione dei prezzi e di richiesta di servizi alla persona.

In termini generali, però, le presenze sono un indicatore importante, e le percentuali, sia sul piano nazionale che su quello regionale del Veneto, parlano di un irrigidimento del mercato interno, ovvero di una diminuzione di presenze di turisti italiani. Ecco ad esempio le percentuali di aprile-maggio: APRILE: -3,5% di presenze: -3,6% italiani e -3,5% stranieri

MAGGIO: -0,1% di presenze: -8,5% italiani e +5,5% stranieri

Nel mese di giugno, la percentuale degli italiani in vacanza è ulteriormente diminuita, a fronte di una crescita di turisti stranieri non tale, però, da compensare le perdite del mercato interno (fatta eccezione per le città d’arte). Mancano ancora due mesi alla fine della stagione: pochi, ma decisivi, mesi centrali nei quali ovviamente gli operatori del settore turistico confidano.

 

“Tutto purtroppo ampiamente previsto e preannunciato – commenta il presidente di Federalberghi Veneto Marco Michielli – D’altronde, in costanza di un periodo di recessione così prolungato non si poteva pensare che il nostro settore passasse indenne. La preoccupazione è ormai volta al 2013, quando anche la concorrenza internazionale si ripresenterà più agguerrita, mentre il trend di aumento dei costi sulle nostre strutture non accenna a diminuire. Speriamo che il Governo scongiuri almeno l’aumento dei due punti dell’Iva, altrimenti…”.

 

MONTAGNA. Una scelta obbligata, ad esempio, per gli alberghi di montagna, nel Bellunese, dove si prevede comunque un calo di presenze fra il 20 e il 30%.

“Qua non si supera l’inverno”, dichiara il presidente di Federalberghi Belluno Gildo Trevisan. “Per dare un senso alle spese che un albergo deve comunque sostenere - spiega - in molti hanno deciso di ridurre i prezzi con l’obiettivo di limitare le contrazioni numeriche legate alle presenze. Il risultato, inevitabile, è un abbassamento del valore aggiunto e un calo dei fatturati. E la montagna in estate non può nemmeno contare sull’internazionalizzazione delle località di mare, che in parte, ma solo in parte, compensa le perdite.

 

 

 

 

 

MARE. Infatti, se nel mese di giugno il calo degli italiani a Jesolo è stato del 18%, l’aumento degli stranieri, in particolare dei turisti provenienti dalla Russia (che è diventata nel giro di pochi anni il 4° mercato sulla località turistica di Jesolo, dopo la Germania, l’Austria, la Francia e prima della Svizzera) sta riducendo i danni.

“Ma si tratta di percentuali irrilevanti, siamo ben lontani dal concetto di compensazione”, spiega il presidente dell’Associazione Jesolana Albergatori, aderente a Federalberghi Veneto, Massimiliano Schiavon. Il bacino tradizionale di turisti italiani a Jesolo, infatti, rappresenta il 51% del totale; quello dei turisti stranieri è del 49%.

Anche sul litorale, la battaglia degli imprenditori alberghieri si gioca sul contenimento delle spese e sull’adeguamento rapido ai nuovi sistemi di vendita: “Molto del mercato si è spostato on-line – dice Schiavon – e non possiamo subire il cambiamento, ma dobbiamo arrivare a governarlo”.

CITTA’ D’ARTE. I dati raccolti dal settore delle città d’arte di Federalberghi Veneto indicano una sostanziale tenuta fino a tutto il mese di maggio 2012; un trend che, secondo le previsioni, dovrebbe confermarsi anche nei mesi estivi. Anche qui a soffrire di più sono gli italiani, in calo di meno del 10% rispetto agli anni passati, ma compensati da un identico aumento percentuale dei turisti stranieri. In tutte le città d’arte del Veneto, in particolare a Venezia e Verona, la crisi sta pesando decisamente meno rispetto alle località di mare e montagna.

LAGO. “Sento parlare di significativi aumenti di presenze straniere, ma è un dato che non ci risulta - dichiara Giorgio Consolini, presidente dell’Associazione Gardesana Albergatori, aderente a Federalberghi Veneto – In realtà la stagione non sta decollando. Speriamo che i mesi di luglio e agosto vadano meglio. Gli alberghi del Lago di Garda (l’Associazione Gardesana Albergatori ne rappresenta 400, la quasi totalità), hanno finora registrato una flessione delle presenze stimabile intorno al 20%, imputabile non solo alla crisi, ma ai capricci del meteo che tra maggio e giugno ha riservato dei fine settimana densi di nubi e pioggia.

Anche in questo caso, come sta avvenendo un po’ ovunque, a mancare sono gli italiani, e non per infedeltà, ma per prudenza o per rinuncia coatta, legata alla crisi e alla prospettiva di nuove imposte.

TERME. Il Consorzio Terme Euganee, al quale aderisce l’Associazione Albergatori di Abano e Montegrotto, ha deciso di affrontare la crisi investendo. Da due settimane, infatti, sui media nazionali, è in atto una serrata campagna di promozione delle località termali euganee, che comprende anche pannelli pubblicitari di grandi dimensioni distribuiti prevalentemente nelle maggiori città del Nord Italia. Una spinta uguale e contraria alla crisi che in questo settore sta mordendo più che altrove, se si considera che il bacino di utenza del termale è composto in larghissima maggioranza da italiani (65-70%): anche in questo caso la flessione sta riguardando prevalentemente il mercato interno. Diminuiscono anche i giorni di permanenza, passati dai ‘canonici’ 12 degli anni passati ai 3 e mezzo di questo 2012. Nei primi 5 mesi del 2012 la diminuzione delle presenze ha raggiunto il 5-6%, con un maggio da dimenticare e un giugno in linea con i mesi precedenti. Luglio non è mai stato un mese facile e tutte le speranze sono riposte in agosto, quando la campagna di comunicazione dovrebbe aver stimolato l’immaginario di potenziali nuovi clienti.

 

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