OPINIONI | venerdì 18 maggio 2012 16:56

Cerca su Google

Google
Aziende italiane Cerca un'azienda

Cosa:



Dove:



OPINIONI | lunedì 20 febbraio 2012, 10:07

Si fa per SPORT o per SOLDI?

E’ famoso il brocardo decubertiniano che recitava l’importanza del partecipare piuttosto che il vincere, quando si va alle Olimpiadi su cui vorrei attirare la vostra attenzione, in tempi quasi non sospetti. Una volta nel parlare comune , riferendosi a delle faccende fatte senza eccessivo impegno si diceva che venivano fatte “per sport”. Una volta, appunto.

Oggi  le discipline sportive sono fatte , soprattutto per i piccoli ed i giovani,  con la speranza,  più o meno segreta,  di diventare campioni e conseguentemente diventare  ricchi,  e se volete  famosi.  Anche lo sport meno seguito  dalle Tv serve per diventare campione e  un  modello da prendere come paragone  per far soldi.   Per diventare campione  è lecito tutto. Ora  le cose non si fanno più per sport:  forse  rimangono sportive, solo  le corse amatoriali o definibili tali, anche se talvolta  furibonde liti  o acerrimi  nemici   si incontrano in gare anche  tra ultrasessantenni per un posto  e per un podio.   Lo sport, specie per i giovani  è selezione dura, prevede sacrifici e gravi traumi;  talvolta morti.  Ma è per sport!  Ci si fa  male, molto male e si muore per sport. In tantissimi  sport, in alcuni  con laute  assicurazioni per   mitigare il pianto  dei  superstiti, in altre, come  tempo  fa è capitato  in uno sport  quale lo slittino che non gode  certo dei favori  economici, si  muore  o si resta  violati per tutta la vita. E’ il  rischio del gioco, è la vita! Se le federazioni dovessero rispondere dei danni provocati, come per i  datori di lavoro, sarebbero tacciate di  schiavismo e   svenate patrimonialmente. Ma è per sport; ci si può  spaccare le ossa e farsi molto  male, ma  l’Inail  non va a verificare e nemmeno lo spisal.  Allenatori, genitori, amici che caricano i ragazzi all’inverosimile, in una sorte di transfer   che li dovrebbe ripagare  della gioventù perduta o della loro  goffaggine  eccitano gli animi giovanili  e giustificano tutto. Poi, è ovvio, più soldi  ci sono in gioco  più si rischia. Nell’ambiente sportivo girano sostanze che con lo sport non dovrebbero centrarci nulla, ed invece  più lo sport rende, più sono coloro che  ci provano. E’ una rapina dove   più il  malloppo è grosso,  più furfanti   sono  attirati, qui c’è  l’aggravante del  beneplacito della società “civile” che dice:  ma è per  sport. Solo che chi rapinano  è la loro vita, attuale e futura, e quella della società a cui donano esempi. L’educazione vincente, paradossalmente,  non  è  quella degli educatori professionisti, ma  è  quella che ti  insegnano le botte, la  polizia quando  sbagli,  la Giustizia,salvo poi  mettere fuori dalle carceri  i tanti che sempre più “sbagliano”. L’educazione e il  progressivo  sviluppo  della persona, non si fa più nelle scuole, ma per sport. Ora servono ospedali e carceri, polizia e magistrati,  la cultura sembra merce  che non paga, nemmeno sotto forma di erudizione come per  i quiz alla Mike. Risultato: non  si fa più nulla per sport, ma tutto ,  o quasi, per soldi. Ma da  illuso, io,    spero ancora in un ravvedimento. Anche questo  porterebbe a fare  un’economia più sana !    

Montezuma

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Link Utili|Scrivi al Direttore