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OPINIONI | giovedì 16 febbraio 2012, 17:08

LIBERALIZZAZIONI, CONFCOMMERCIO VENETO INTERVIENE AL TAR

Confcommercio Veneto interviene al TAR nel giudizio instaurato dalla grande distribuzione contro le chiusure domenicali disposte dai Comuni in attuazione della legge regionale. I ricorrenti, che si appellano al decreto Salva Italia, avevano chiesto, e ottenuto, al Presidente del TAR un decreto di estrema urgenza che sospendesse gli atti comunali. Il 22 febbraio il giudice amministrativo dovrà decidere se concedere la sospensiva o se negarla, facendo perdere di efficacia il decreto.

Quello di Confcommercio Veneto è, in sostanza, un contro-ricorso, come spiega il presidente della Confederazione regionale delle imprese del commercio, del turismo e dei servizi, Massimo Zanon. Confcommercio Veneto ha affidato agli avvocati Mario Bertolissi, ordinario di diritto costituzionale e Carola Pagliarin, associato di diritto amministrativo nell'Università di Padova, il compito di redigere gli atti, che sono stati depositati oggi, giovedì 16 febbraio.

“La nostra non è una mera difesa corporativa, ma del bene collettivo – spiega Zanon – Le nostre imprese infatti rappresentano un servizio alla collettività, soprattutto in riferimento alle fasce deboli della popolazione. C’è poi l’aspetto relativo all’equilibrio della distribuzione, oltre che del territorio che va salvaguardato. Le nostre imprese – prosegue il presidente di Confcommercio Veneto - per ragioni strutturali, vengono, infatti, colpite dalla totale liberalizzazione degli orari e delle giornate di vendita, così come disposta dalla legge 22 dicembre 2011. La disciplina in questione, malgrado risulti contenuta tra le “Disposizioni per la promozione e la tutela della concorrenza”, condurrà, inevitabilmente, a effetti diametralmente opposti a quelli in apparenza perseguiti”.

Per Confcommercio Veneto, l’indiscriminata possibilità di apertura degli esercizi commerciali nelle giornate festive determinerà effetti distorsivi della concorrenza e del mercato. La deregolamentazione degli orari porta con sé il concreto rischio di sviamento degli acquisti nelle giornate domenicali e festive, facendo convogliare la clientela proprio verso gli esercizi della grande distribuzione, i soli dotati della capacità economica necessaria per far fronte ad un’implementazione del servizio offerto.

Malgrado la sua enunciazione, per Confcommercio Veneto il decreto Salva Italia non detta regole a tutela della concorrenza, perché non assicura condizioni di pari opportunità tra gli operatori del mercato. La Confederazione regionale delle imprese del commercio, del turismo e dei servizi, chiede quindi che non sia concessa la sospensione degli atti comunali che hanno applicato la legge regionale successiva alla disciplina statale e competente per materia.

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