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ECONOMIA VERONESE | giovedì 02 febbraio 2012, 12:14
DECRETO LIBERALIZZAZIONI: AUDIZIONE DI FEDERFARMA E TASSISTI.
La commissione provinciale lavoro si è riunita ieri sul tema delle liberalizzazioni, per capire le conseguenze sull’economia veronese del Decreto Monti. La commissione richiesta dai consiglieri della Lega Nord Ivan Castelletti e Mirko Bertoldo, ha visto protagonisti l’associazione tassisti e una delegazione di Federfarma Verona, l’Associazione dei titolari delle 220 farmacie di Verona e provincia.
Presenti all’incontro Bruno Tacchella e Stefano Sella per i tassisti, Marco Bacchini, Elena Vecchioni e Annamaria Caobelli per le farmacie. Nel corso dell’audizione sono stati affrontati i temi della liberalizzazione e le criticità che investiranno i taxi e le farmacie con l’entrata in vigore del Decreto legge Monti. «Nonostante il sistema-farmacia italiano sia considerato uno dei più efficienti in Europa – ha sottolineato Marco Bacchini Presidente di Federfarma – esistono gli spazi per un ulteriore passo in avanti ed è per puntare ad un miglioramento reale che Federfarma da tempo parla di proposte concrete. Siamo favorevoli all’apertura di nuove farmacie, ma solo dove ve ne sia un effettivo bisogno perché l’aumento indiscriminato di nuovi punti di distribuzione non significa una aumento della qualità del servizio, anzi sarà proprio il contrario. La frantumazione della situazione attuale, soprattutto in una realtà come quella veronese, dove le cose funzionano, farà sì che la singola farmacia, depauperando le sue risorse, non sarà più in grado di offrire al cittadino la lunga serie di servizi oggi a disposizione della cittadinanza gratuitamente. Una conseguenza diretta dell’applicazione del decreto Monti sarà un aumento dei costi dell’intero sistema-farmacia, che si riverseranno inevitabilmente sul contribuente e un incremento massiccio del consumo dei farmaci, con gravi danni per la salute pubblica. Infine una considerazione generale che riguarda i costi della sanità pubblica: perché nel settore ospedaliero si tende a concentrare sempre più le risorse e i servizi per abbattere i costi e con la farmacia, presidio sanitario sul territorio, si fa esattamente il contrario? A nostro avviso l’atteggiamento del Governo è privo di logica»
“Le liberalizzazioni devono essere fatte con equilibrio e con buon senso, in caso contrario rischiano di danneggiare il tessuto delle Piccole imprese, anche nel territorio veronese” – questo l’allarme lanciato dai Palazzi scaligeri dal consigliere provinciale Ivan Castelletti-. “Il problema reale – spiega l’esponente della Lega Nord-, è il potere d’acquisto delle famiglie e in questa fase, è urgente un confronto a livello nazionale per scongiurare gli impatti deleteri sulle nostre piccole imprese”. “In ogni settore –spiega il consigliere della Lega Nord- il Governo stà intervenendo con gli strumenti sbagliati: “ad esempio lascia perplessi l’ipotesi di un raddoppio del numero delle licenze per i tassisti, frutto di un decreto senza confronto; a Verona il numero delle vetture è più che sufficiente per garantire il servizio”. Altri esempi? Ci sono le gravi difficoltà del settore dell’autotrasporto, mentre nel commercio – spiega Castelletti- dare via libera ai saldi tutto l’anno significherebbe penalizzare ulteriormente i negozi di vicinato. L’apertura continua dei negozi, richiederebbe ulteriore reperimento di personale con danno economico al commercio tradizionale e senza benefici a vantaggio del consumatore che deve fare i conti con un potere d’acquisto sempre più limitato”. “Intanto rimane aperta la grave difficoltà di accesso al credito vissuta dalle imprese e la necessità di rivedere le norme di Basilea 3”; “anche se la vera priorità – secondo Castelletti- è quella di sburocratizzare e di privatizzare i grandi settori, dalle banche alle assicurazioni, fino all’energia”. “Come Commissione Provinciale, - conclude Castelletti -, raccoglieremo le istanze delle categorie interessate e le trasmetteremo ai Parlamentari veronesi”.


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