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OPINIONI | lunedì 12 dicembre 2011, 11:52
Il Gruppo leghista presenta il progetto di legge regionale in materia di Diritto agli Studi
CENCI: “UNIFICARE I TRE ESU REGIONALI. UN SOLO CDA, RISPARMIO PER LA REGIONE, PIU’ QUALITA’ E MENO BUROCRAZIA DEL SISTEMA” “Necessario allargare le competenze a trasporti, attività culturali, assistenza sanitaria nelle sedi cittadine”
Una nuova disciplina del Diritto allo studio, unificando in una singola struttura i tre ESU oggi esistenti, con un unico Consiglio di Amministrazione. Va nella direzione del contenimento degli sprechi e della razionalizzazione dei costi il progetto di legge sottoscritto dall’intero Gruppo leghista (primo firmatario il consigliere veronese Vittorino Cenci, presidente della Commissione Cultura e Turismo), e depositato oggi in Consiglio Regionale.
“Un provvedimento – spiega Cenci – che finalmente darà unitarietà alla gestione del Diritto allo Studio universitario e dell’alta formazione, incrementando la qualità e soprattutto abbattendo la burocrazia, e garantendo a tutti gli studenti del Veneto parità di trattamento tra i vari Atenei. In questo modo la Regione potrà elaborare una programmazione per il Diritto allo Studio con una visione allargata, perseguendo una migliore uniformità degli interventi e delle modalità operative, all’interno di un sistema integrato di servizi ed interventi”.
“Ritenitamo – prosegue Cenci – che oggi sia prioritario ampliare ed innovare il tradizionale concetto di Diritto allo studio, includendo modalità ed opportunità nuove ed allargando la sfera dei destinatari, inquadrandolo quale servizio alla pluralità seppur con strumenti diversificati. In questo senso il sistema integrato di servizi ed interventi per il Diritto allo Studio si qualifica non più solo come attività di welfare ma come un elemento importante di sostegno dello sviluppo sociale ed economico. Così, insieme all’erogazione dei benefici materiali attribuiti per concorso a studenti che soddisfano determinati requisiti di reddito e di merito, come le borse di studio e gli alloggi, e in tariffa differenziata la ristorazione, vanno individuate altre azioni che favoriscano l’accesso alla cultura, al trasporto pubblico locale, all’assistenza sanitaria, ad ogni altro servizio utile ad attuare il Diritto allo Studio universitario. Per questo è necessario muoversi in una visione regionale unitaria, intensificando e rafforzando il dialogo con tutti i soggetti coinvolti, Università, Comuni sedi di Università e studenti, per integrare le rispettive competenze ed azioni, ed ottimizzare le risorse disponibili. La prevista Conferenza Regionale di programmazione del Veneto costituisce una sede appropriata di interlocuzione, di confronto e collaborazione istituzionale tra tutti i soggetti in campo, dove possono essere sinergicamente valorizzate la vasta offerta accademica e formativa delle Università del Veneto e degli Istituti dell’alta formazione artistica e musicale, la ricca tradizione di offerta culturale e ricreativa, nonché di servizi delle città sede di università, ed inoltre l’esigenza di una interlocuzione più diretta ed ampia con gli studenti per una visione complessiva delle problematiche studentesche della Regione”.
“Questa modalità di intervento – conclude Cenci - viene accompagnata dall’istituzione nei presidi territoriali dello Sportello Unico per lo studente, che raccoglie ed integra le informazioni e i servizi offerti dalla pluralità di soggetti pubblici e privati. Inoltre, il progetto di legge prevede di istituire un Osservatorio permanente, capace di una analisi delle reali condizioni, dei punti forza e delle debolezze della realtà studentesca, in attesa che anche a livello nazionale si sia capaci di istituire un organismo con la stessa competenza. Mi auguro quindi che questa proposta di unificazione degli ESU possa giungere presto a compimento ed in maniera condivisa, così da poter gestire uniformemente il Diritto allo Studio in Veneto”.


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