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FIERE ED EVENTI | 18 novembre 2010, 11:26

"Tunnel Factories": nelle oscurità delle gallerie gardesane le fabbriche del FÜHRER

Venerdì 19 novembre 2010 alle ore 21.00

"Tunnel Factories": nelle oscurità delle gallerie gardesane le fabbriche del FÜHRER

Sala Conferenze della Caserma di Artiglieria di Porta Verona

Un documentario sulla produzione industriale nelle gallerie del Garda durante la seconda guerra mondiale. Un documentario che ricostruisce un pezzo di storia della seconda guerra mondiale poco noto, diretto da Mauro Vittorio Quattrina, prodotto dallo studio "Il Volo" e da "L'Associazione culturale Storia Viva".

Girato lungo le sponde del lago di Garda e in una trentina di location diverse fra Francia e Pianura Padana, "Tunnel Factories" spiega la trasformazione delle gallerie dell'Alto Garda in impianti destinati alla produzione industriale bellica, attraverso testimonianze e documenti dell'epoca.

Ingresso libero

"TUNNEL FACTORIES”: NELLE OSCURITÀ DELLE GALLERIE GARDESANE LE FABBRICHE DEL FÜHRER

Un documentario sulla produzione industriale nelle gallerie del Garda durante la seconda guerra mondiale

Un documentario che ricostruisce un pezzo di storia della seconda guerra mondiale poco noto, diretto da Mauro Vittorio Quattrina, prodotto dallo studio "Il Volo" e da "L'Associazione culturale Storia Viva". Girato lungo le sponde del lago di Garda e in una trentina di location diverse fra Francia e Pianura Padana, "Tunnel Factories" spiega la trasformazione delle gallerie dell'Alto Garda in impianti destinati alla produzione industriale bellica, attraverso testimonianze e documenti dell'epoca.

"Nella storia ci sono le istruzioni del futuro, è necessario non perdere la nostra memoria - sono state le parole del regista, Mauro Vittorio Quattrina, che durante la conferenza ha illustrato la genesi del documentario -. La storia delle gallerie della Gardesana utilizzate durante la seconda guerra mondiale per la produzione bellica era quasi sconosciuta, nota solo a livello locale e tra pochi appassionati. Oggi finalmente abbiamo le prove che sul Garda venivano prodotti non solo motori e armi convenzionali ma anche pezzi delle armi segrete con le quali Hitler pensava di capovolgere il corso di una guerra ormai perduta. Qui sono stati costruiti i primi mini sommergibili a reazione, ma anche i V2, ovvero razzi a reazione, con una tecnologia straordinaria per l'epoca, e questo in fabbriche sotterranee che diedero lavoro a centinaia di ragazzi e di ragazze della zona".
Il documentario, racconta per la prima volta in video, a 65 anni dalla fine della seconda guerra mondiale, la storia sconosciuta di queste gallerie, dalla costruzione fino all'arrivo degli americani. Il tutto attraverso testimonianze di coloro che lavorarono in quei tunnel, documenti in larga parte inediti, contributi di storici come Giordano Bruno Guerri, Giorgio D. Cocconcelli, Paolo Savegnago, Luigi Carretta, apporti di associazioni culturali e storiche, nonché di istituzioni e amministrazioni. Significati anche i filmati d'epoca, molti inediti e ritrovati in America, tra cui il bombardamento della città di Trento.
Diverse le location del documentario: dalle sponde trentine del lago di Garda, ad alcune zone in provincia di Brescia e di Verona dove sono state rinvenute costruzioni realizzate dall'esercito tedesco, dal Vittoriale degli Italiani ad alcune significative località della Francia come il "Blockahus d'Eperlecques", la "Forteresse de Mimoyecques", il "Musee du Mur de l'Atlantique" e la "Coupole, Centro d'Historia ed mémoire" nella regione francese Nord - Pas de Calais.

LA STORIA

Dopo l'8 settembre 1943 l'Italia si presentava divisa in due, con al sud i territori controllati dagli Alleati e al nord la Repubblica Sociale Italiana del Fascismo, di fatto controllata dai nazisti, e i territori posti sui confini meridionali del Terzo Reich, direttamente soggetti ai tedeschi, fra cui appunto la provincia di Trento che, assieme alle province di Bolzano e di Belluno, faceva parte della Zona Operativa delle Prealpi.
Durante l’ultimo periodo della seconda guerra mondiale, le industrie tedesche, quotidianamente bombardate dal Bomber Command britannico e dall’Ottava forza aerea americana, furono costrette a trasferire in sistemi sotterranei la propria capacità di produzione bellica, specialmente le fabbriche di aeroplani e delle nuove armi segrete di Hitler: principalmente aerei da caccia Me262, Me163 e i missili V1 e V2. La Germania e molte zone occupate divennero così un dedalo di gallerie, bunker e grotte (come ad esempio Dora Mittelbau, nei pressi di Nordhausen, dove perirono migliaia di prigionieri).
Se questa parte di storia è piuttosto nota, meno conosciuta è sicuramente la vicenda delle fabbriche nelle gallerie italiane, soprattutto in Veneto e in Trentino. I primi impianti vennero trasferiti già nel 1943, come quello di Costozza nel vicentino, di Quinzano e di Avesa nel veronese, di Cimena a Chivasso; ma i più grossi interventi riguardarono soprattutto la riconversione ai fini industriale e bellico delle oltre 70 gallerie presenti sul lago di Garda.
Tra l'autunno del 1943 e il giugno del 1944 la Gardesana Occidentale venne interdetta al traffico veicolare e trasformata in un impianto di produzione per la guerra: furono decentrate la Breda (che produceva mitragliatrici), la Fabbrica Nazionale Armi, l'Armaguerra, la Fiat motori aeronautici, probabilmente anche la Beretta (sempre una fabbrica di armi) e altre industrie italiane di un certo peso strategico. Infine, una parte delle industrie aeronautiche Caproni venne spostata, durante la primavera del 1944, all'interno della galleria Adige - Garda costruita per far defluire nel lago il corso del fiume in caso di piena, i cui lavori erano stati interrotti.
A Torbole la Caproni costruì attrezzature per le più importanti armi segrete di Hitler, come gli aeroplani da caccia Messerschmitt 163 e 262, o la bomba volante V1 e il razzo V2. Oltre agli impianti di produzione aeronautica, fu trasferito sul Garda, nel porto di San Nicolò, anche quello per la produzione di due prototipi di minisommergibile innovativi con motori a reazione; presso l'hotel Benaco nel porto di Torbole venne collocato un comando della marina militare tedesca.
I risultati produttivi non furono così alti come lo sviluppo delle opere protette potevano promettere, ma permisero di salvare, a fine guerra, una larga parte delle apparecchiature produttive meccaniche italiane, che subito dopo la guerra servirono per dare sviluppo alla rinata industria meccanica italiana.

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