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SOLIDARIETA' | lunedì 14 dicembre 2009, 16:23

I pensionati Cupla scrivono ai parlamentari

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Tanti anziani in difficoltà.

pensionati

Una marea di lettere personalizzate spedite ad ognuno dei 630 deputati e 315 senatori del Parlamento italiano, al presidente del Consiglio e ai ministri del Governo Berlusconi: è la singolare iniziativa che hanno assunto gli iscritti alle Organizzazioni dei pensionati facenti capo al Cupla (Coordinamento unitario pensionati del lavoro autonomo, di cui fa parte anche Fenacom 50 & Più presieduta a Verona da Marcellino Prati) per richiedere che le istituzioni parlamentari e governative prestino attenzione alle richieste degli anziani.

Nella lettera si fa presente che la condizione economica e sociale dei pensionati è sensibilmente peggiorata negli ultimi anni ed è ormai divenuta insostenibile, tanto che una buona percentuale di essi è caduta in uno stato di povertà assoluta e ha difficoltà persino ad acquistare i generi di prima necessità. I provvedimenti finora assunti dai vari governi hanno trascurato gli anziani e le poche misure ad essi rivolte si sono rivelate assolutamente inadeguate.

Per questo i pensionati rappresentati dal Cupla, che sono un terzo del totale, chiedono nelle loro lettere ai parlamentari e ai ministri di impegnarsi ad emanare provvedimenti urgenti per sostenere il loro reddito e a rendere più efficiente l’accesso ai servizi sanitari con una maggiore attenzione alla non autosufficienza.

Questo il testo della lettera: "Le scrivo per parlarLe della situazione di milioni di pensionati che, come me, hanno visto negli ultimi anni peggiorare la propria condizione economica e sociale. Soprattutto dopo l’entrata in vigore dell’Euro, noi pensionati abbiamo dovuto affrontare aumenti enormi dei costi dei generi di prima necessità, e soprattutto di quelli alimentari e per la casa di abitazione, con pensioni che perdevano progressivamente potere di acquisto e che adesso non ci consentono più di gestire la nostra vita in modo dignitoso. Molti di noi sono caduti in uno stato di vera povertà e non riescono ad acquistare neppure i generi di prima necessità. Le facciamo anche presente che spesso dobbiamo trascurare la nostra salute, non solo per il costo dei tickets sanitari, ma anche perché si sono allungate le attese per le visite e gli esami nelle strutture pubbliche e non ce la facciamo a pagare medici privati".

"In caso di non autosufficienza, poi -prosegue la lettera - viviamo in una condizione di umiliazione e di grande precarietà, sia perché è carente l’assistenza domiciliare, sia perché dobbiamo far affidamento sui familiari per pagare i costi delle badanti. Quanto i vari Governi hanno fatto per cercare di arginare il disagio degli anziani non è valso a molto e adesso, con la crisi economica, la situazione sta ulteriormente peggiorando.

Le chiedo, pertanto, che il Governo da Lei autorevolmente presieduto adotti con urgenza provvedimenti concreti e avanzo le seguenti proposte:

- revisione dei criteri per la rivalutazione automatica delle pensioni (paniere ISTAT mirato ai consumi degli anziani, aggancio alla dinamica salariale); agevolazioni fiscali per il recupero di almeno una parte del potere di acquisto perduto; erogazione dell’Assegno per il Nucleo Familiare anche per i pensionati ex lavoratori autonomi; potenziamento degli strumenti di contrasto alla povertà (Social Card, Bonus famiglie, etc,);

- adeguato finanziamento del Fondo per la non autosufficienza e detrazione fiscale dell’intero costo delle badanti;

- salvaguardia dei livelli essenziali ed uniformi di assistenza sanitaria e definizione dei livelli di assistenza sociale in un quadro di welfare pubblico".

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